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Something Personal

Something Personal

Giulia Mastromartino

«Non sei messa male, devi solo potenziare i muscoli.»

«Cosa intendi per potenziare i muscoli?»

«Devi allenarti. Possibilmente con i pesi. Possibilmente con un professionista.»

Beatriz mi guarda e sorride. È sempre calma, gentile e sorridente. Ma spietata nelle sue analisi e nei suoi referti, esattamente come lo è quando deve sciogliere una contrattura o risistemare un muscolo.

«Sai che io e le palestre non andiamo d’accordo. Troppo casino, troppa gente, musica troppo alta. Tutto troppo.» Silenzio. Riproviamo.

«Per non parlare degli orari, sembra che nel mondo tutti debbano andare in palestra alla stessa ora.»

Stavolta alza un sopracciglio, poi lo riabbassa ed alza gli occhi al cielo. Si avvicina alla scrivania, apre un cassetto, ne estrae un biglietto e poi col suo tono da addestratore di reclute militari, ma sempre gentile si rivolge a me.

«Chiamalo e fissa una lezione di prova. Sono nostri partner, loro ci mandano i clienti rotti, noi glieli mandiamo aggiustati. Muoviti – poi il tono torna amoroso – vedrai che ti piacerà, è un posto bellissimo.»

Io guardo il biglietto che mi ha appena passato la mia fisioterapista. Che non è solo la mia fisioterapista, ma è una donna che mi conosce da quando sono nata. Della quale mi fido ciecamente anche se mi tortura con le sue mani bellissime.

Adrien Rowlen, numero di telefono ed indirizzo. Ruoto il piccolo cartoncino e leggo il nome della palestra The Personal Lab.

Esco dallo studio di Bea confusa e dolorante. Ora non posso pensare alla palestra mi fa troppo male tutto. A casa mi tuffo sul divano sperando di restare lì quasi in eterno.

Invece la mattina successiva il biglietto è lì che mi guarda dal comodino accanto al letto. Lo porto con me a fare colazione. Lo chiamo. No, mi vergogno. Gli scrivo un messaggio. Sì, dai, il messaggio è formale discreto, non invadente. Facile.

Ciao Adrien, sono Ellie, mi ha dato il tuo numero Beatriz vorrei fissare una prova, per favore dimmi quando puoi ciao grazie.

No, aspetta, troppo sfacciato, facciamolo più educato.

Adrien buongiorno, sono Eleonor, mi ha dato il tuo numero Beatriz vorrei fissare una prova, per favore dimmi quando puoi ciao grazie.

Già meglio. Invio.

La sua risposta arriva mentre sto terminando il mio caffè.

Buongiorno a te, se vuoi, anche oggi. Ti va bene alle 18?

No, io non vorrei neanche pensare ad allenarmi, ma la mia guru personale mi ha detto di farlo.

Così, alle 18 mi presento all’indirizzo con la stessa gioia di vita di Leopardi.

Ma varcata la soglia mi accorgo che quella non è una palestra, ho attraversato uno stargate e mi sono catapultata in una nuova dimensione.

Non è la classica palestra alienante dai corsi affollati e spogliatoi pieni di donne bellissime messe lì a ricordarmi quanto io faccia schifo.

No, è un luogo raccolto, giusto, quasi intimo. Ma la cosa più bella è che non esistono corsi, ma solo la lezione individuale.

Commovente.

Adrien, poi, è il perfetto manager che ti aspetti. Alto, molto alto, fisico definito ma non massiccio, folta chioma corvina, occhi scuri, ciglia lunghe, un sorriso assassino ed un tono che mette in riga anche i ragazzi del liceo quattro chilometri più avanti.

Mi presenta lo staff: cinque ragazzi, che potrebbero essere tutti figli miei, carini educati ed ovviamente fisicati.

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Damon, Axel, Rafael, Nikolai, Ryu.

«Buongiorno ragazzi.»

«Buongiorno signora.» Una coltellata.

«No, vi prego signora no. Io sono Ellie.»

«Allora, ciao Ellie. Molto piacere e benvenuta.»

«Rafael giusto?»

«Giustissimo.»

Rafael: riccioli castani, occhi scuri, tono di voce basso, sguardo ammaliante e movenze da seduttore. Uno di quelli che quando ti saluta, ti fa dimenticare anche l’indirizzo di casa. Livello di pericolosità 13 su 10.

Damon: capelli biondi spettinati, occhi chiari di un colore non ben definito, naso e bocca perfetti. Sorriso accecante, voce non ancora pervenuta. Movenze da seduttore impacciato. Livello di pericolosità 11 su 10.

Axel: all’apparenza del nord Europa, alto, capelli castano chiari, occhi celesti, fisico massiccio, sembra scolpito. Espressione da tagliagole della malavita sudamericana, sorriso da arcangelo. Livello di pericolosità 13 su 10.

Ryu: ovviamente orientale, capelli neri, lisci e luminosi, occhi scuri, delizioso nasino, bocca rosso pomodoro, allegro e magnetico. Espressione da gatto, anzi da drago, come il significato del suo nome. Livello di pericolosità 12 su 10.

Ed infine Nikolai, detto Niko: capelli biondo rame, occhi di ghiaccio blu, non celeste, blu. Bocca rossa, perfetta, elegante e raffinato. Educato ma non sorridente e praticamente muto. Livello di pericolosità 20 su 10.

Inizio a capire per quale motivo Bea mi abbia spedita qua.

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