Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Io sono di Scandicci, amo la pallavolo da sempre e domenica sera ho vissuto il mio momento pallavolistico più bello di sempre.
Più delle olimpiadi.
Più dell’ultimo mondiale.
La mia squadra, quella che seguo da quando giocava nei palazzetti più sperduti nelle campagne toscane, ha vinto il mondiale per club.
La mia Savino del Bene è CAMPIONE DEL MONDO per club. Una vittoria che ha tacitato persino tutte le personalità che occupano abusivamente la mia testa.
È da domenica sera, infatti, che ho una totale pace in testa, altro buon motivo per continuare a chiedere vittorie a queste ragazze.

Andiamo per gradi.
La Savino Del Bene si presenta al mondiale per club, per la prima volta nella sua in vita, senza aver vinto il campionato italiano – lo ha vinto Conegliano – né la Champion – sempre vinta da Conegliano battendo in finale proprio le scandiccesi. Ciononostante, è una delle favorite al titolo, precisamente la seconda, indovinate chi è la prima?
Esatto, sempre la succitata squadra veneta.
Comunque, le ragazze di coach Gaspari non si fanno intimorire e macinano vittorie, a suon di 3 – 0, come la Beppina macina il caffè; e si presentano in finale con 12 set vinti e nessuno concesso alle avversarie.
Ad attenderle le campionesse in carica, la squadra che sta dominando la pallavolo femminile negli ultimi 6 anni, l’Imoco Conegliano, che schiera, tra le atre, niente popò di meno che Moki De Gennaro, Gabi, Bella Haak, Marina Lubian, Zhu Ting, queste ultime tutte ex Scandicci – povero cuore mio – per non parlare della mitica Sara Fahr. Insomma, una compagine di tutto rispetto che, come da copione, inizia il match imponendosi grazie ad un turno di battuta a dir poco micidiale e raggiunge il massimo vantaggio sul 13 – 19 grazie anche ad una Gabi in versione Mila Atzuki, implacabile in attacco.
Ma Scandicci non molla e riesce a strappare il servizio sul 20-24.
20 – 24 quattro palle set per le venete. MA, qui c’è un grande MA, in battuta va una certa Ekaterina Antropova. Primo piano della regia sull’opposto di Scandicci e della Nazionale ed in testa mi parte Eye of the tiger. Grazie alla coppia Antropova – Skinner, annulliamo quattro palle del set a Conegliano. Ripeto, annulliamo quattro palle del set e ci portiamo 24 pari, poi 26 pari, poi 28, ed alla fine la spuntiamo 30 – 28.

Non riesco neanche ad urlare troppo, abbraccio il mio cane. Devo bere, ho assolutamente bisogno di qualcosa di molto alcolico. Mirtilla mi guarda come a dire ‘Sono pastore australiano non San Bernardo, apri il frigo se vuoi una birra’.
Secondo set. Si riparte come abbiamo terminato, conducendo con sicurezza. Kate Antropova continua a sparare palloni sostenuta da una Camilla Weitzel che alza muri come un carpentiere, e dalla perfetta regia di Maja Ognjenovic. E le ragazze di Gasparri chiudono il secondo set 25 – 19.

Troppe emozioni, io e le mie pazze mentali siamo esauste neanche avessimo giocato noi.
Terzo set. Se Conegliano sta dominando la scena degli ultimi anni non è un caso, infatti nel terzo parziale, complice anche un calo sul 10 pari nostro, si aggiudicano la terza frazione 21 – 25.
Attimi di disperazione totale, Johnny si autoesilia in garage per non essere accusato di portare jella, Mirtilla, nel dubbio assume la posizione del ‘non sono stata io’ a pancia all’aria; e, cosa più grave, sta finendo la birra.
Quarto set. Torniamo in cattedra, grazie anche al servizio di Camilla Weitzel che ci porta ad un inebriate 8 – 5, ma le pantere non mollano e si rifanno sotto fino al 10 pari. Time out di Gasparri che carica le ragazze, le quali ci regalano un parziale di 4 – 0, io non ci credo. E infatti Bella Haak e Zhu Ting mi danno un paio di schiaffi giusto per ricordarmi che squadra stiamo fronteggiando. Ma le mie ragazze, per fortuna, sono lucide e centrate e, na differenza mia, non si lasciano scalfire; ed arriviamo così al 21 pari.
Io ve lo dico, non ho le coronarie pronte per un altro finale al cardiopalma. Ma per fortuna Kate e Cate – Bosetti – mi ascoltano e mentre la prima ci porta a matchball, la seconda chiude il set con un mani fuori da manuale, 25 – 23 e la Savino del Bene si laurea campione del mondo.

Campione del mondo, capite campione del mondo!
Non è un sogno, Mirtilla mi ha tirato una zampata in testa in preda ai festeggiamenti e adesso sculetta felice per il salotto mentre io urlo in maniera composta.
Tripudio di onori alla proclamazione del migliore sestetto con Antropova, Ognjenovich e Skinner premiate insieme a Gabi, Lubian, Adenizia e Brait.
Io credo mi riprenderò tra un mese, forse. Nel frattempo, ho scoperto che il tetto del mondo è un posto comodo.
“Un vincitore è un sognatore che non si è mai arreso.” [N. Mandela]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


