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Questioni di cuore

Questioni di cuore

Giulia Mastromartino

Se il rugby è un amore sbocciato in età adulta, la pallavolo è la mia compagna da sempre.

Scartate tutte le discipline comuni alla gran parte delle bambine, danza, pattinaggio, ginnastica artistica eccetera, mi sono cimentata in questo sport partendo dalla base, cioè il minivolley. Sono durata meno del famoso gatto in tangenziale. Negata totalmente, o forse, è più corretto dire che il connubio pigrizia/estrema volubilità ha avuto la meglio sulla disciplina sportiva.

Per fortuna ci ha pensato mio fratello che, al contrario di me, ha intrapreso un percorso sportivo piuttosto soddisfacente.

Così le sue gesta agonistiche mi hanno portata a passare dei fantastici sabato sera in palestre umide, scomode a tratti eccessivamente polverose, ma a con persone simpatiche. No, dì la verità. Ok, la verità è che i compagni di squadra, ma più spesso gli avversari, erano di un bello che più bello non si poteva vedere. Alti, atletici, a volte pure simpatici, insomma da non credere fossero veri. Ma loro lo erano. Il lato triste di questa situazione era che, non solo io spesso ero nel pubblico avversario, ma oltretutto ero il pubblico bruttino. I miei capelli riccioli ancora non avevano un’identità definita, erano gli anni 90, per cui la moda non aiutava, ed ultimo, ma non meno importante, ero la sorellina del numero 13.

Il mai una gioia, è sempre stato come, altro che la forza dei Jedi.

Per fortuna a distrarmi dagli amori sportivi non corrisposti arrivò in Italia un certo Julio Velasco il quale, con il suo metodo e la sua mentalità (combattere la cultura degli allibi), ha creato la generazione di fenomeni. No condominio, non è la canzone degli Stadio, ma la Nazionale italiana maschile che, tranne l’oro olimpico, ha vinto tutto. La nazionale dei vari, Bernardi, Lucchetta, Zorzi, Giani, Vullo, Tofoli, De Giorgi, Bovolenta, Bracci, Cantagalli, Gardini, Galli, Papi, per citarne alcuni. Uno squadrone che riuscì a fermare il dominio delle squadre dell’est Europa.

Complici anche Mila Hazuki, Mimì Ayuara e tutte le Seven Fighters, il volley si è incastonato nella mia catena del DNA. Fino a giungere nel 2018 a Firenze per i mondiali. Le mie inquiline mentali, normalmente impegnate a litigare tra loro e con me per ogni faccenda mondana, alla vista di Osmany Jantorena sono stramazzate in terra. E quando si sono riprese ci è passato davanti Simone Giannelli e ciao proprio. Perdita totale di dignità e contegno.

Inoltre, essendo io di Scandicci, posso godere anche del lato femminile di questo fantastico sport, grazie alla mia Savino del Bene che milita nel massimo campionato nazionale.

Insomma, capite bene che il legame con questo sport è forte. E vi è altrettanto chiaro il mio coinvolgimento agonistico nei tornei e nelle competizioni internazionali. Come l’Europeo, detto anche CEV, cioè Campionato Europeo di Volley, dove le nostre fantasmagoriche ragazze, trascinate da una superlativa Miriam Sylla hanno guadagnato il titolo di campionesse europee asfaltando in finale la nostra bestia nera aka Serbia, della maestosa Tijana Boskovich, a casa loro.

Adesso è il turno dei maschietti. Dopo averne buscate alle olimpiadi, dopo l’addio alla nazionale de l’Hombre Osmany, con tutto il mio condominio in lacrime, e lo Zar infortunato, ci siamo presentati a Belgrado con un gruppo di ragazzini fenomenali. Simone Giannelli capitano, il neo-babbo, nonché suo omonimo Simone Anzani centrale, e poi Alessandro Michieletto dal braccio potente tanto quanto la sua carica comica, Gianluca JJ Galassi, che si diverte a mettere il sigillo finale sulle partite, Giulio Pinali che dopo averci allietato con la nuova stagione di Lucifer, ci sta facendo sognare anche qui. Ah, non è lui l’attore? No condominio, ma ci somiglia molto, direi parecchio.  Yuri Romanò e Daniele Lavia sempre in agguato.

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Credit FIP

Insomma, un gruppo tanto giovane quanto capace, capace di vincere dopo la fiumana di critiche piovutagli addosso post olimpiadi, capace di raccogliere un’eredità sportiva importante occupando un posto nel cuore dei tifosi.

Oltre a fornici delle basi meme meravigliose, che pare sia il mood di tutte le nostre nazionali attualmente.

E dopo tutta questa dichiarazione, spero che guardiate gli Europei.

“Non temere i momenti difficili, il meglio viene da lì.” [Rita Levi Montalcini]

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