Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Il festival di Sanremo è finito, andate in pace.
Nel senso che datevi pace è andata come è andata ci si vede l’anno prossimo.
Nel caso non si fosse capito, a me è piaciuto e non perché sia vecchia, semmai sono grande, come dice mia nipote, ma perché è stata una ventata di aria fresca. Dopo due anni di platee vuote, di ritrovi online finalmente una platea col pubblico. E non il solito pubblico imbalsamato ma giustamente interattivo.
Un festival all’insegna dell’inclusione. Infatti, hanno incluso illustri sconosciuti a persone più famose, sia nei concorrenti che negli ospiti. Inclusione anagrafica, l’età dei cantanti spaziava dai 18 agli 82 anni. Apro parentesi, solita canzone da 50 anni a questa parte, ma complimenti alla Iva nazionale, quella canterina, per la sua tenuta. Chiusa parentesi. Insomma, un’ottima politica dell’accoglienza che ci ha regalato anche belle canzoni. Io resto un’anima rock ma tantissimi complimenti ai vincitori. Brividi mi è piaciuta da subito. Complimenti ad Amadeus, ottimo padrone di casa e spalla eccezionale, che ha saputo ironizzare su sé stesso e su tutta la kermesse, con quel tocco leggero che rende tutto così familiare. E complimenti a tutte le co conduttrici.

Ovviamente anche stavolta ci sono state delle pecche, ma nessuno è perfetto, tranne Mary Poppins e proprio per questo motivo voglio esaltare solo le cose belle.
Primo fra tutti il make-up. Io voglio lo stesso ombretto glitterato di Damiano e di tutti i Maneskin, poi Drusilla mi presti il tuo truccatore per favore? Se proprio non potesse lui vorrei quello di Emma Marrone e Francesca Michielin. Grazie. Poi, cortesemente, qualcuno ha il numero di Sangiovanni che vorrei sapere chi gli ha fatto la manicure? Aveva uno smalto fantastico in finale. Per non parlare degli stivali della Rappresentante di Lista.
Però le canzoni mi sono piaciute.
E arriviamo, così, al vero motivo per cui ho resistito quasi sempre in queste sere. Per tutti quelli che ululavano contro la mercificazione del ruolo femminile, per chi ha speso inutili parole sulla parità tra uomo e donna, e la rava e la fava, per tutta sta corte dei miracoli io dico grazie a tutti i concorrenti maschi che si sono spogliati a nome di molte donne e non solo. Parafrasando la meravigliosa Drusilla “Diamo un senso a quei pettorali nudi.” Come dite condomine? Avevano finito il budget sui vestiti? Hanno messo tutto su Vinted per pagarsi l’albergo? Zitte, banda di invidiose velenose e pure bugiarde; non vi conoscessi. Insomma, la vera novità di quest’anno è il maschio che si spoglia per farsi notare o per distogliere l’attenzione da quello che non sa fare. No, care le mie alcoliste mentali, io non sono stronza, sono onesta. Vorreste dirmi che avete apprezzato Rkomi per la musica e non per la nchiami? Suvvia. Ecco.
Quindi adesso che è tutto finito, possiamo tornare alla nostra routine quotidiana con una colonna sonora arricchita che ci ricorderà momenti divertenti.
No? Perché no? Oggi comincia il Sei Nazioni per la nazionale maschile italiana? Ah, ecco. E quelli manco si spogliano, manco si truccano e figuriamoci lo smalto.
Amadeus ferma tutto, c’è da ricominciare da capo. Richiama i concorrenti e le giurie.
“Passo la cera alla mia follia ogni giorno, perché dev’essere lucida.” [Anonimo]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


