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Gioco di parole – Massimo Brunello

Gioco di parole – Massimo Brunello

Giulia Mastromartino

Ed ecco a voi una nuova rubrica che spero tanto si realizzi per come l’ho pensata. Inclusiva, divertente, allegra ma non stupida, a tratti rilassante. Che prende il nome da una canzoncina dello Zecchino d’oro del 1979 dal testo bergonzoniano, come dice Johnny, dove parlerò di sport (tanto), ma non solo. Almeno spero.

Prima puntata che andrà in onda in forma ridotta, per venire incontro alle mie capacità mentali duramente provate da questo caldo infernale. E chi meglio del protagonista di queste ultime settimane, poteva battezzarla?

L’allenatore che ha portato la nostra Under20 là dove nessuno (nemmeno lui) avrebbe lontanamente immaginato.

Il coach capace di tirare fuori il massimo dai suo ragazzi meglio di un estrattore di succo dalla frutta. 

Una delle persone più capaci e preparata che conosca, ma al contempo gentile, molto disponibile ed estremamente paziente, infatti mi sopporta da non so più quanto tempo.

Signore e signori, direttamente dal Sudafrica, in procinto di partire per le meritate vacanze, io e tutto il mio condominio mentale di pazze furiose, siamo liete di avere con noi per ascoltare le sue parole, Massimo Brunello

Credit Stefano Delfrate

Applausi prego.

Ciao Massimo, benvenuto e grazie mille per questo battesimo. Giuro che ti ruberò pochissimo tempo. Come stai? Ti sei ripreso dal mondiale?

Sto bene, sì, nel complesso mi sono ripreso. Beato te, io sono ancora provata.

Facciamo un veloce bilancio, sei soddisfatto del mondiale?

Sì, molto. Se all’inizio mi avessero detto che avremmo chiuso restando nel pool e battendo il Sudafrica, ci avrei messo la firma. Certo che dopo le prestazioni che abbiamo fatto e che hanno alzato le aspettative di tutti, comprese le nostre, un po’ ci è dispiaciuto. Ma nel complesso sono soddisfatto.

Credit Stefano Delfrate

Ecco, parliamo di questa esperienza. Perché, come già ci siamo detti, è stata un po’ bipolare. Passare dall’essere osannati all’essere infamanti è stato un attimo e so che non è stata proprio una passeggiata. Ma tu come l’hai vista e vissuta?

L’importante era fare un’esperienza, prima di tutto formativa e così è stata, anche se passare da giocare per il quarto posto a giocare per non retrocedere è stato un attimo, ma la forza di questo gruppo sta anche nel ribaltare pronostici e risultati. Per il resto non mi sono interessate le varie analisi delle partite fatte da chi non conosceva la realtà dei fatti. 

E siccome non ci interessano neanche a noi, parliamo di questo gruppo meraviglioso. Osservandoli e conoscendoli, ho avuto l’impressione che si siano goduti ogni momento di questa esperienza? E che ci fosse quella sana allegria che contraddistingue i momenti vissuti appieno. Confermi?

Sì, te lo confermo. Tutti noi ci siamo goduti questo mondiale e questi giorni insieme fino in fondo, con allegria e divertimento.

Credit FIR

Come dev’essere poi lo sport. E una parola al volo su questo progetto delle Accademie, come le vedi?

Non lo so, vediamo. L’importante è che i ragazzi giochino e si facciamo esperienza sul campo.

Io ancora non so cosa pensare. E quindi adesso ferie meritate. Mare o montagna?

Mare, Gargano. Puglia rules, e qui la mia parte pugliese ha fatto la ruota come il più grande pavone del mondo.

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Dimmi un po’ ma la corsetta [leggeti qui] che facevi in ferie, quando ci siamo conosciuti la fai sempre?

No – e ride – le ferie sono fatte per riposarsi, quindi al massimo faccio delle belle passeggiate, ma principalmente mi rilasso e mi diverto.

Giustamente stai a quattro di spade sulla spiaggia. Ti porti qualcosa da leggere?

Sì, mi hanno regalato un libro di Giorgio Sbrocco, sul rugby.

Sempre rugby, ma adesso ci sono gli europei di volley anche.

Sì, ma anche la summer series in vista del mondiale.

Già. Il mondiale di quelli grandi, e noiosi,  inquiline, per favore, avete fatto le brave finora. Quelli sono più noiosi dei nostri ragazzi dell’Under20. Silenzio.

Per fortuna il coach ride, ormai conosce bene, sia me che tutte le pazze che ho in testa. Grazie Massimo, per la disponibilità, per il battesimo e per il suggerimento del libro. Ti lascio partire in santa pace.

E a voi vi saluto, rimandandovi alla prossima puntata con un nuovo ospite.

È così, un giorno sei il piccione, un altro sei la statua.” [Anonimo]

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