Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Cape Town, Paarl Gymnasium, il cielo promette pioggia, il pubblico promette sostegno sfrenato per 80 minuti, il mio condomino mentale promette una strenua resistenza. Oggi affrontiamo il Sudafrica, in Sudafrica. Ora, quelle megalomani delle mie occupanti abusive mentali stanno già facendo il remake 2.0 di Invictus ma versione italiana, sono le 16 di pomeriggio, fa un caldo bestia e sono chiusa in cucina per evitare di traumatizzare tutto il vicinato. Anche a sto giro litigo col sito di World Rugby, ma più per incompetenza mia che altro. Dicevo Sudafrica, ohiohi che ansia, parte l’inno e io mi disidrato, ecco brava, già ci sono mille gradi, vedi di disidratarti così ti ricoverano.
Pronti, partenza, via, i padroni di casa provano a prendere il controllo guadagnando una touche, ma sono bravi i nostri a rispondere prendendosi una mischia. I giovani Boks spingono ma noi li teniamo a bada. Maschi e testosterone. Buone condomine per favore. Al minutro 6 Douglas attacca ma subisce fallo dagli sviluppi del quale parte il nostro drive di potenza, la difesa di casa lo fa crollare, il signor Keane non ha dubbi, meta tecnica e cartellino giallo. Springboks in 14. Non capisco niente della spiegazione in inglese dei due commentatori, provo a guardare il replay; macchè continuo a non capire nulla. Ma siamo 0 – 7.

Ripartono i padroni di casa, adesso piove, il terreno inizia a diventare fango e noi si gioca con la maglia bianca. Continuo a non capire una mazza del commento tecnico dei due giornalisti così mi incollo allo schermo per non perdermi niente. E infatti non mi perdo il fallo al minuto 17 su Gesi grazie al quale guadagnano una seconda penaltouche che dà nuovamente il via ai nostri, vedo Pisani scattare, palla in mano, tipo missile, si ferma, Gasperini raccoglie e schiaccia in meta. E salutiamo le foche. Condomine non fate battute cortesemente. Brisighella preciso dalla piazzola non sbaglia e siamo 0 – 14. A Città del Capo, in Sudafrica, contro il Sudafrica. Ohiohi.

Ma i ragazzi non battono ciglio, terreno appesantito dalla pioggia? Allora si gioca palla in mano, o al piede. Rispondono i Boks con una serie di falli a ripetizione che porta, al minuto 25, il buon Simone nuovamente in piazzola. Brisighella cecchino piazza l’ovale e siamo 0 – 17. Aumenta la pioggia e mi parte Jovanotti con ‘Piove senti come piove madonna come piove, senti come viene giù.’
E vengono giù anche i padroni di casa, rabbiosi nei nostri 22, adesso sono loro che sfruttano a loro vantaggio il terreno, scivolano nel fango, spariscono e ricompaiono con la palla, al minuto 28 mischia per loro, spingono, fallo della nostra difesa, Sudafrica in touche, e che touche, parte la maul, esce da non so dove Letebele e schiaccia in meta. Maremma motosa. Khan sulla palla per la trasformazione, molto vicina, troppo vicina e lui troppo lento, Douglas lo capisce e gli stoppa la palla come Giannelli con la nazionale di volley, lasciando il punteggio 5 – 17.
Piove, governo ladro. Al minuto 35 altra touche nei nostri 5 metri, sto invocando anche Odino, all’ennesimo fallo della nostra difesa, il signor Keane, chiama capitan Odiase e gli dice, senza mezzi termini, che al prossimo fallo sarà meta tecnica e cartellino giallo. L’ho capito benissimo anch’io, respira Giulia, respira. I Baby Bocks sono in totale controllo della situazione e all’ennesimo attacco respinto Khan si fa perdonare l’intercetto subito con un bel cross-kick che pesca Julius il quale raccoglie e schiaccia. Khan trasforma e si va 12 – 17. Maremma motosa. Fine primo tempo. Se si continua così non ci arrivo mica alla fine. Il contapassi mi dice ‘Stai un po’ ferma che mi fai venire il mal di testa.’
Nella ripresa vedo una maglia bianca candida ed immacolata è quella del nostro metaman Marcos Francesco Gallorini subentrato a Bartolini (siamo anche poetici), il che mi mette di ottimo umore. Il terreno è peggio del sabbione di Santa Croce, ma quanto piove?!? Le mie inquiline mentali provano ad invocare anche Noè, sai mai facesse un’altra magia delle sue. Qualcuno potrebbe abiettare che non era una magia e non era farina del suo sacco, ma non me ne frega nulla perché la magia la confeziona, al minuto 46, il neo entrato. Maul italiana, Gasperini fermato sulla linea di meta, arriva il mio cittino che raccoglie palla e la schiaccia oltre la riga, il buon Brisighella non si smentisce e siamo 12 – 24. Li abbiamo doppiati, in Sudafrica, contro il Sudafrica. Ora moio, contenta ma moio.

Ma questi baldi giovani, giustamente non mi ascoltano e, al minuto 49, ritornano lì, con i padroni di casa continuamente fallosi. In un parapiglia fangoso vedo spuntare il solito Gallorini, il nostro capitano guerriero Odiase, ancora palla a Gallorini che segna la sua personalissima doppietta, Simoncino Brisighella non delude e siamo 12 – 31. Punto di bonus aggiudicato, posso rifiatare un po’.
Macchè.
Al minuto 56 fallo italiano, la palla arriva, non so come, a Markus che confeziona uno straordinario coast to coast, una cavalcata che Valchirie scansatevi proprio, roba da far impallidire Holly e Benji; Khan trasforma e siamo 17 – 31.
Vabbè, ci sta, un moto di orgoglio personale, siamo a Cape Town, questi hanno il coltello tra i denti. Dai. Tranquilla.
Tranquilla è morta da un pezzo, al minuto 60, cioè esattamente 4 minuti dopo la corsa trionfale di Markus, i Baby Springbok tornano a farci male con Else che si tuffa nel varco del nostro raggruppamento. Khan non sbaglia e siamo 26 – 31.
Maremma più che impestata. Ma che cavolo sta succedendo? C’è più casino in campo che a San Remo dopo che Rosa Chemical s’è limonato Fedez. Ok condomine, stiamo tutte calme, se c’è una cosa della quale sono certa è che questi ragazzi hanno la capacità di ribaltare ogni situazione a proprio vantaggio. Sarà bene questi corrono come se non avessero giocato il primo tempo.
Coach Brunello butta dentro tutta la panchina, i ragazzi riordinano le idee, menomale perché fa troppo caldo per bere, ma soprattutto sono a dieta stretta maremma dietologa.
Minuto 69, pressione sudafricana che blocchiamo fallosamente, anch’io con le mie pazze mentali ho bloccato qualcosa. Dentro Quattrini, Bottara, Berlese e Sante. Dai, dai, dai. Mischia per i padroni di casa, turnover. Sante calcia, touche al minuto 71. Giovannino ricalcia, io moio ve lo dico, ho un’età. Sì ma muori in silenzio che noi dobbiamo seguire. Grazie condomine.

Maul Italia, Mattioni controlla, guerre puniche sulla linea di meta, Passarella decide di partecipare guadagnando il fallo che porta Sante in piazzola. Mentre il mio condominio mentale sta urlando di tutto. Io come Gasperini, non guardo, no via guardo e mi parte De Gregori per smorzare la tensione “C’è Sante in piazzola che nel piede ha una pistola, se di notte è inseguito, spara e centra ogni fanale, Sante il bandito ha una mira eccezionale.” Vabbè non sono le parole esatte ma avete capito. Infatti il nostro Giovanni piazza la palla tra i pali per il 26 – 34. Siamo sopra break!
Siamo anche in trance agonistica e li costringiamo al fallo, ma subito dopo lo scoccare del minuto finale i Boks guadagnano un calcio di orgoglio che Khan sbaglia.
Gioco, partita, incontro e le mie coronarie che se ne vanno urlando ‘No Maria io esco.’
Lo sapevo, lo sapevo che quesi ragazzi ce l’avrebbero fatta, mi sono giocata le coronarie e la sanità mentale ma ne è valsa la pena. Che poi è quello che ha detto anche il coach nel dopo partita. Ovviamente lui lo ha detto molto meglio di me. Come sempre.
“Sono felicissimo, ma lasciatemi dire che io una partita così da questi ragazzi me l’aspettavo, perché so chi sono, vedo come lavorano tutti i giorni, e soprattutto conosco molto bene le persone che lavorano con me per farli rendere al massimo del loro potenziale, uno staff che posso definire solo con una parola, straordinario”.

Perché la forza di questo gruppo favoloso, è, appunto, essere un’unica cosa. Diversi corpi stessa mente dice Buddha. In giapponese ichinen sanzen un concetto fichissimo che ci spiega che puoi compattare 30 gambe, 30 braccia, 15 cuori e 15 teste in un’unica e sola entità.
Sì, sono di parte, lo sono sempre ed ho ragione perché questi ragazzi ed il loro staff si fanno amare sempre, incondizionatamente. Come il nostro player of the match, Lorenzo Casilio, bravissimo oggi, che mi ha fatto piangere emozionandosi alla nomina.

Marcatori: PT 9’ m. tecn. Italia (0-7); 17’ m. Gasperini, t. Brisighella (0-14); 25’ cp Brisighella (0-17); 30’ m. Letebele, nt (5-17); 37’ m. Julius, t. Khan (12-17). ST 46’ m. Gallorini, t. Brisighella (12-24); 49’ m. Gallorini, t. Brisighella (12-31); 56’ m. Markus, t. Khan (19-31); 60’ m. Else, t. Khan (26-31); 75’ cp Sante (26-34)
“Il mio capo è sanguinante ma indomito. Io sono il padrone del mio destino, il capitano della mia anima.” [William Ernest Henley]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


