Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Il 24 giugno è San Giovanni Battista, patrono di Firenze, si gioca la finale del calcio storico fiorentino (quest’anno Azzurricontro Rossi che si confermano campioni con un sonoro 2-9), poi la sera ci sono i fochi. Come se non bastasse, aggiungo la finale di super rugby, le qualifiche e la sprint race di MotoGP, ma soprattutto, inizia il mondiale Under20 di rugby. E a me mi tocca portare mia mamma al mare da mio fratello.
A me mi non si dice. Inquiline, chiariamoci subito, io dico quello che mi pare perché mi tocca vedere la partita sul tablet in macchina e c’ho un diavolo per capello. Tanto c’è un milione di chilometri di coda sicché la vedi in santa pace. Non è proprio così, il sito di World Rugby fa i capricci ed riesco a collegarmi dopo una serie di invocazioni divine, giusto in tempo per vedere il fallo di Aminu che gli costa il cartellino rosso. Che il mai una gioia si accomodi qui con noi.
Per tutti i Buddha dell’universo ma ti pareva che si partisse subito con uno in meno!
Saltano gli schemi e le pianificazioni di coach Brunello mentre a me salta ancora di più il nervoso e mi agito. Mia mamma non capisce il motivo di tanta agitazione e Johnny le risponde serafico “Gioca l’Under20 non ce la fa a stare calma.”
Fortunatamente mi viene in soccorso Dewi Passarella che prende palla nella nostra metà campo e con un cambio direzione degno di Bezzecchi, due placcaggi rotti e la velocità della Desmo di Borgo Panigale ci regala una meta deliziosa. Che purtroppo il nostro Giovannino Sante non trasforma e siamo 8 – 0.

Lo schiaffo sveglia i Pumitas che vanno a segno tre volte in quindici minuti. I nostri ragazzi fanno una fatica bestia nella difesa e la prima frazione si chiude con un pesante parziale 8 – 21 di punteggio e 91 placcaggi fatti contro i 32 degli albiceleste.
La ripresa è un assolo dei Pumitas che ormai hanno capito come arrivare in meta nonostante la strenua resistenza di Quattrini e compagni. Come se non bastasse ci si infortuna anche Passarella, maremma più che impestata.
Ma se c’è una cosa che mi fa innamorare, ogni volta di più, di questi ragazzi è la tenacia e la persistenza ed anche stavolta in un momento così critico e di sofferenza, David Odiase si carica la squadra sulle spalle e schiaccia in meta al minuto 67, mentre io grido come una pazza con la macchina ferma in coda in direzione Liguria.

E mentre io esulto quell’antipatico di Baronio, oggi o pure player of the match, caccia un drop da oltre metà campo in mezzo ai pali. Anche meno non guastava. E siccome il rugby è un gioco strano, dove l’avversario per mostrarti rispetto ti martella come un fabbro fino alla fine, Elizalde schiaccia in meta per il definitivo 15 – 43.
L’arbitro fischia la fine e Johnny si ferma all’autogrill indeciso se farmi sbollire il nervoso o lasciarmi sulla piazzola sotto il sole. Per fortuna mia vince la prima ipotesi.
L’analisi di coach Brunello, seppur amareggiato è sempre lucida e precisa. “Che dire, chiaramente siamo delusi, la partita stava andando esattamente come l’avevamo pensata, con un equilibrio sostanziale che poi però è stato rotto dal cartellino rosso ad Aminu. In una competizione come questa, dove la differenza la fanno i dettagli, l’inferiorità numerica per più di trequarti di gara incide tantissimo, e propri di questo episodio, della sua dinamica, tutti noi dobbiamo fare tesoro in vista delle prossime partite”.

E prosegue: “Questa era una gara da scalare punto dopo punto, lo sapevamo, l’avevamo preparata così, ed invece il contesto è cambiato da un momento all’altro, indirizzandone l’andamento in tutt’altro modo. Chiaramente abbiamo sofferto tanto, in inferiorità gli errori capitano più facilmente e comunque lavoreremo anche su quelli, però della partita ci portiamo a casa anche delle cose buone, tra tutte l’atteggiamento mai arrendevole dei ragazzi, capaci di battersi fino alla fine con tutto quello che avevano, soprattutto nel secondo tempo. Tra la prima e la seconda frazione avremmo del resto potuto anche segnare con il nostro drive, e questo credo avrebbe cambiato poi l’andamento complessivo, tenendoci con buona probabilità in ballo per il punto di bonus”.
Concorde con le valutazioni del suo allenatore anche il Capitano, Giovanni Quattrini: “È stata dura, e sicuramente abbiamo commesso troppi errori quando l’inferiorità numerica ci ha costretto a giocare una partita che avevamo preparato diversamente. L’Argentina ha dimostrato il suo valore, noi non del tutto il nostro, ma sul piano del carattere non abbiamo mai mollato, l’orgoglio di indossare questa maglia è qualcosa che non verrà mai meno, neanche quando le difficoltà sembrano troppo grandi. Per le prossime gare ripartiremo da questo, e dalla comprensione di quanto non ha comunque funzionato come avrebbe dovuto anche se con un uomo in meno”.
Come si fa a non amare questi ragazzi?
Marcatori: PT 3’ cp Sante (0-3); 21’ m. Passarella, nt (0-8); 25’ m. Baronio, t. Baronio (7-8); 34’ m. Chiavassa, t. Baronio (14-8); 37’ m. Soler, t. Baronio (21-8). ST 44’ m. Rolotti, t. Baronio (28-8); 62’ m. Minoyetti, nt (33-8); 67’ m. Odiase, t. Sante (33-15); 69’ drop Baronio (36-15); 78’ m. Elizalde, t. Dicapua (43-15)
“Non temere i momenti difficili, il meglio viene da lì.” [Rita Levi Montalcini]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


