Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Non è un mostro quello che ha ucciso Giulia Tramontano, al settimo mese di gravidanza.
Non è un mostro quello che ha ucciso Pierpaola Romano, nel portone di casa.
Non sono mostri quelli che hanno ucciso le 43, QUARANTATRÉ, DONNE dall’inizio dell’anno.
No.

Sono, mariti, fidanzati, compagni. Quelli che incontriamo in fila alla posta, incrociamo al supermercato, dal benzinaio, persino dal medico. Lavorano, studiano, fanno sport, hanno abitudini di vita normalissime. Danno sempre il buongiorno, magari aprono la porta.
Sono, italiani molte volte, bianchi, cattolici. Sono maschi. Sono normali.
Sono uno dei problemi sociali che abbiamo in Italia ma del quale non accettiamo l’esistenza.
NO. A noi piace dipingerli come il caso sporadico, la cosa di cui raccapricciarsi. Non abbiamo il coraggio di ammettere che c’è una deriva perversa nel nostro equilibrio sociale la quale uccide le donne, le ragazze, le figlie, le madri.
A noi italiani piace prendere un gruppo di persone, una razza, un genere, un credo religioso a cui dare la colpa dei nostri miseri fallimenti.
Stiamo solcando, ormai da troppo tempo, una china che che ci porta, inevitabilmente, a tradurci in qualcosa che produce, violenza, sopraffazione, prevaricazione e queste viaggiano liberare nella totale indifferenza del paese.
Certo abbiamo gli stadi di calcio come luoghi ormai deputati a sfogare le nostre misere frustrazioni. Luoghi in cui ci sentiamo autorizzati ad apparecchiare la povertà della nostra vita e delle nostre miserabili esistenze. Luoghi in cui ci sentiamo impuniti.
Lo stesso sentimento che i maschi (perché non sono uomini), provano nel mortificare, prevaricare, denigrare ed, infine, sopprimere, la vita delle donne la cui unica colpa è quella di essere se stesse.
Ci sono italiani che condannano, piuttosto duramente, le donne che indossano il velo, poi però, se ne vedono una con una gonna più corta, o una maglia un po’ più scollata, un rossetto di un colore più acceso, che non si presta alle loro cavernicole pulsioni sessuali, beh, allora quella è una troia. Ops, ho detto una parolaccia.
E se la suddetta poi finisce per pagare con la vita l’incapacità del maschio di gestire un NO, in quanto essere sottosviluppato, la colpa è solo sua. Lui, poverino, ha fatto il compito che gli è stato insegnato: lo voglio, lo prendo, in tutti modi, in tutti i luoghi, a tutte le ore.
Non sono mostri, sono i nostri figli, fratelli, padri, zii, nonni, nipoti, colleghi e amici.

Quelli a cui non rimproveriamo mai niente, quelli a cui giustifichiamo tutto. Peggio che mai, quelli con cui ridiamo di ciò che fanno.
Non sono mostri, sono quello che abbiamo deciso debbano essere.
Io no. Io non l’ho deciso. Io non li voglio. A me fanno schifo. E fanno schifo le loro famiglie omertose, i loro amici accondiscendenti, i giornalisti che li dipingono come i bravi ragazzi improvvisamente impazziti.
Mi fanno schifo tutti quelli che pensano che, in fondo, la lei di turno qualcosa deve aver fatto per provocare quel comportamento, se lo è meritato. Perché questa maledetta feccia latente nel sottopancia italico c’è. E puzza. Puzza di marcio, di stantio, di infetto.
Ne ho la palle piene, sì ho detto palle, di vedere la nostra società regredire ogni giorno di più rincorrendo alibi che non stanno in piedi in nessun modo e per questo sono sostenuti con inumana violenza.
Tutti i giorni noi possiamo scegliere di costruire qualcosa di valore che ci sopravvivrà, che resterà dopo di noi, e cosa facciamo? Diamo la caccia ai poveri, ai deboli, ai diversi che invece sono i coraggiosi che vogliono vivere la loro vita amando chi vogliono, vestendosi come vogliono, mangiando come vogliono. Dovremmo sostenere chi ama e combattere chi odia, violenta, uccide, denigra. Abbiamo vissuto VENTI MALEDETTISSIMI ANNI guidati da uno scellerato che voleva farci credere che ci fossero persone degne di vivere ed altre di morire. Che ci obbligava a vivere secondo il suo stupidissimo, cieco e limitato modo di pensare.
Lo abbiamo seguito per vent’anni e siamo arrivati alla morte, alla devastazione, all’imbarbarimento puro ed alla totale distruzione del nostro essere.
Avremmo dovuto imparare, vergognandoci profondamente di quello che abbiamo fatto, INVECE NO, NE ANDIAMO FIERI.
Siamo tornati ad essere dei mostri, ma questa volta lo abbiamo scelto. La gran parte degli italiani lo ha scelto, quindi non chiamateli mostri, chiamateli italiani medi.
Io lo faccio, con tutto lo schifo, lo sdegno, la tristezza e la rabbia che posso.
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


