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Scozia – Italia Sei Nazioni Femminile

Scozia – Italia Sei Nazioni Femminile

Giulia Mastromartino

“Ma si può saper cos’hai da urlare?”

Credit Getty Images/FIR

Questo è il mood del mio sabato pomeriggio, come cantava Sergio Caputo ‘Un sabato qualunque, sabato italiano’; qualunque mica tanto, quarto turno di Sei Nazioni femminile e playoff di pallavolo maschile e femminile. Un sabato decisamente impegnativo.

Al Murrayfield Stadium di Edimburgo, la Scozia torna a vincere sull’italia dopo sei anni di attesa.

Primo tempo sostanzialmente equilibrato, sono le padrone di casa a muovere per prime il tabellina con una meta non trasformata di McMillian alla quale le ragazze rispondono con un bello scambio Rigoni – D’Incà, ottimo gioco al piede delle nostre peccato per che Alyssa abbia perso in avanti l’ovale ad un niente dalla meta mentre io urlavo, le mie condomine si agitavano con le maracas e Johnny ci guardava perplesso. Ma per fortuna è arrivata in nostro soccorso il pilastro di centrocampo ovvero Giada Franco, che costruisce una meta di grinta, tenacia ed astuzia, Sillari trasforma e passiamo avanti 5 – 7. Vantaggio che si annulla al minuto 37 con la meta di Skeldon, anche stavolta non trasformata, complice anche il cartellino giallo rimediato da Giordana Duca, e la prima frazione si chiude 10 – 7.

Credit @womenssixnations

Nell’intervallo mi concentro meglio sulla partita Milano – Civitanova, gara 4 dei playoff. Milano ha l’opportunità di fare il colpaccio e andare in finale. Breve riassunto, io tifo Lube da quando era la squadra di Macerata, matricola del massimo campionato, ma quest’anno Milano si merita davvero un posto tra le grandi perché ha fatto e sta facendo qualcosa di strepitoso. Prima ha eliminato i campioni del mondo di Perugia e adesso sta dando filo da torcere ai campioni d’Italia. 

Chiusa parentesi, secondo tempo. Ripristinata la parità numerica, ma il succo non cambia, padrone di casa due volte in meta in cinque minuti, due trasformazioni e siamo 24 – 7 così, in un amen. 

No, amen non è proprio quello che sto invocando adesso, meglio concentrarsi sulla partita perché sembra che questi due schiaffi ci abbiano svegliato. Le ragazze reagiscono molto bene, macinano metri e gioco e mentre lo fanno vedo spuntare Sara Tounesi che, palla in mano, viene respinta in maniera brutale, ma le ragazze del cardo non sanno di che pasta è fatta la nostra seconda linea che infatti schiaccia la palla in meta con acrobazia, Sillari cecchina e siamo 24 – 14. Continua il buon momento delle nostre ragazze, è la volta di Locatelli che, però, perde la palla in avanti. Poco male Isi dai.

Credit Getty Images/FIR

Insistiamo ancora, la curva di ultras pazzoidi che ho in testa ormai è scatenata, ed è proprio in questo momento che mia mamma, da Cracovia, decide di chiamarmi per raccontarmi il suo tour ecclesiastico. Giuro non sto scherzando. È una video chiamata (madre tecnologica), che mi becca con un urlo strozzato. 

Non capisco quasi niente di quello che mi dice la poverina, perché con la coda dell’occhio intravedo Vittoria Ostuni-Minuzzi che intercetta (in realtà mi sembra faccia uno stop calcistico ma potrei sbagliarmi) una palla in mezzo alla difesa scozzese e corre, corre come un treno, serve l’altra VittoriaVecchini, la quale schiaccia in meta. Michelina, piede magico, trasforma e siamo 24 – 21, interrompo mia mamma con un urlo. Io sto urlando, il mio condominio mentale balla la Macarena e mia mamma mi narra le bellezze di Cracovia.

Credit Getty Images/FIR

“Ma cosa urli?” E due. Niente mamma, continua che porti bene.

Abbiamo assestato un secco uno-due niente male che riapre il match. Esattamente come la Lube a Milano che, sotto di due set, decide di iniziare a giocare. 

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Invece mia mamma mi manda un bacio e mi saluta che è stanca, io più di lei e ancora non abbiamo finito. Il momento magico delle ragazze viene interrotto nel peggiore dei modi, con un cartellino rosso a Sara Seye, per placcaggio pericoloso. Maremma placcata male.

Ne approfittano le padrone di casa ancora con Skelton per il definitivo 29 – 21. 

Posso solo dire peccato. Peccato per l’opportunità non colta, peccato per i nostri errori, forse troppi, forse no, le assenze importanti e questi diamine di cartellini che volano come i santi. Però inutile recriminare, meglio imparare e guardare alla prossima sfida a Parma contro il Galles. 

Marcatrici: p.t. 12’ m. McMillan (5-0); 30’ m. Franco tr. Sillari (5-7); 36’ m. Skeldon (10-7); s.t. 7’ m. Bartlett tr. Nelson (17-7); 12’ m. Bartlett tr. Nelson (24-7); 17’ m. Tounesi tr. Sillari (24-14); 21’ m. Vecchini tr. Sillari (24-21); 27’ m. Skeldon (29-21)

Nel frattempo Civitanova sbanca a Milano e pareggia il conto, si giocherà la bella martedì, insieme all’altra semifinale, anche questa gara 5 tra Trento e Piacenza. Quest’ultima bravissima a riaprire una qualificazione per niente scontata.

Mettiti sempre in gioco, e sfida la vita. La sconfitta di oggi sarà il trampolino per la vittoria di domani.” [Antonio Aschiarolo]

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