Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Fine settimana di finali ovali.
Finali europee e finali nazionali. E se le finali europee parlano francese, quella nazionali parlano veneto, padovano per la precisione.
In una giornata di caldo estivo, in un Lanfranchi molto popolato, vanno in scena i due confronti dei massimi campionati nazionali. Due sfide molto simili per certi versi, due finali che ripropongono le medesime contendenti, ma con esiti opposti.
Condominio non spoilerate per favore, ma quale spoiler lo sanno anche i sassi com’è andata. Va bene andiamo nel dettaglio
Aprono il pomeriggio Villorba e Valsugana. Partita molto divertente, a me piace un sacco il rugby delle nostre ragazze, sono veloci, giocano molto bene alla mano ed hanno grinta da vendere.
Ma veniamo alla partita. Sono le campionesse in carica a muovere per prime il tabellino con un piazzato di Barattin nato dalla pressione trevigiana cui rispondono le ragazze di Bezzati con un assalto all’area delle Ricce che porta Jeni, al minuto 28, a schiacciare la palla oltre la linea di meta, Sillari trasforma e porta avanti le sue 7 – 3.
Ma come dicevo prima, le ragazze si muovono molto, sono dinamiche, così, alla meta padovana, arriva la replica della D’Incà che si guadagna la marcatura dopo una corsa mozzafiato, nel senso che io a vederla correre in quel modo ho preso la pompetta per l’asma, Barattin trasforma e le gialloblù sono nuovamente avanti 7 – 10. E se Alyssa corre, e corre come un treno, Lucia Gai fa valere la sua potenza con una meta da drive che Sillari trasforma ed il primo tempo si chiude 14 – 10.

Io cerco degli integratori per idratarmi ed una crema solare protezione 50 per evitare l’ustione.
Il secondo tempo è un monologo biancoceleste, nonostante il possesso trevigiano, Barattin e compagne non riescono a concretizzare. Una doppietta di Sillari dalla piazzola e la meta finale di Vecchini consegnano lo scudetto al Valsugana sotto una poggia battente che ha rinfrescato un po’ gli ultimi minuti del match.
Player of the match Lucia Gai
Marcatori: PT 8’ c.p. Barattin (0-3); 28’ m. Jeni, t. Sillari (7-3); 34’ m. D’Incà, t. Barattin (7-10); 38’ m. Gai, t. Sillari (14-10). ST 45’ c.p. Sillari (17-10); 56’cp Sillari (20-10); 66’ m. Vecchini, t. Sillari (27-10)

Con la pioggia mi sono illusa biecamente che rinfrescasse, invece, mi sono toccati 80 minuti di caldo torrido che mi ha fatto sudare anche l’acqua del battesimo.
Proviamo a non pensarci. È nuovamente derby, il numero 171, 13 scudetti per parte in campo.
Petrarca con voglia di riscatto, Rovigo con voglia di conferme, due tifoserie perennemente in competizione, io con un caldo fotonico sull’orlo dell’evaporazione.
Ok, possiamo iniziare. Fatemi accendere anche il pc che a Marsiglia si gioca un’altra finale, quella della Heineken Cup, tra Leinster e La Rochelle.
Pronti partenza via, i patavini spingono ma i bersaglieri difendono bene, respingendo ogni incursione. Che i tutti neri abbiano il dente avvelenato lo si capisce al quinto minuto quando, su fallo rodigino, invece che piazzare vanno in touche. Anche La Rochelle commette fallo e Sexton non ci pensa un attimo a piazzare, 3-0. L’attacco patavino si infrange sulla difesa e così dopo un quarto d’ora di tentativi al minuto 14, su altro fallo di Rovigo, il buon Scott decide di andare per i pali. Lyle piazza e fa 3-0, fallo pure de La Rochelle Sexton fa 6-0.
Oddio che caldo.
Finalmente i francesi smettono di fare fallo, Rhule recupera palla, rientra, evita un placcaggio e schiaccia in meta, West trasforma e porta avanti i suoi 6 – 7. Ma al minuto 22 un velo della difesa transalpina riporta Sexton in piazzola per il nuovo sorpasso 9 – 7.
E mentre gli irlandesi segnano restando nella propria metà campo, finalmente arriva la risposta rodigina, i bersaglieri sfiorano la meta, costringono gli avversari al fallo e così, Van Reenen può pareggiare il punteggio.
Scontro fisico con due ottime difese, ma al minuto 36 quella petrarchina ha la meglio costringendo nuovamente i rossoblù al fallo e così il buon Scott colpisce ancora e la prima frazione si chiude su un equilibrato 6-3.
A Marsiglia, invece, Johnny torna in piazzola a tempo scaduto, fischio finale sul 12 – 7.
Nel frattempo, il mio condominio mentale prova a fare la danza della pioggia, mentre io bevo i sali minerali.
La seconda frazione si apre con Rovigo all’attacco che guadagna nuovamente la parità con Van Reenen in piazzola. Faccio in tempo a scrivere l’appunto che Tebaldi pesca Nostran che trova un viale libero, scarta un paio di avversari e si sdraia in meta (l’unica peraltro della partita), Lyle trasforma ed il Petrarca allunga 13 – 6.

È un confronto senza tregua, è un derby, è la finale scudetto. Ma soprattutto è un caldo bestia e questi vanno come le bombe, io davvero non mi capacito.
A Marsiglia, intanto, batti e ribatti dalla piazzola e sono 18 – 10.
I ragazzi di Marcato sono più solidi e concreti, ma Ferro e compagni non cedono; fino al minuto 56 quando l’ennesimo fallo dei bersaglieri porta ancora Lyle in piazzola che centra i pali per un 16 – 6 che pesa come il piombo e galvanizza i suoi forse un po’ troppo perché Galetto si becca un giallo.
Sul fronte Champion Cup, La Rochelle decide di cambiare marcia e guadagna, così, una meta da maul con Bourgarit, West trasforma e si fa sotto 18 – 17. Il pubblico esplode in un boato, il Vélodrome è un deliro, ma la follia totale arriva al 64esimo, quando Lavault si prende giallo. Anche lui, allora prendete giallo tutti. Sulla piazzola si presenta Byrne perché Sexton è uscito ed i blues allungano 21 – 17.
Petrarca con l’uomo in meno gioca come se ne avesse 3 in più e al minuto 65 chiude il match con l’ennesimo piazzato del buon Scott che fissa il punteggio sul definitivo 19 – 6 che consegna il titolo al Petrarca.

Nonostante la superiorità i blues di Dublino soffrono e concedono spazi a La Rochelle e così è un assolo francese negli ultimi minuti. E al 79’ arriva la meta che decide tutto. É Retiere ad allungarsi, schiacciare e punteggio che va sul 21-24 facendo esplodere me e tutto il mio condominio mentale in un urlo liberatorio. Peccato fossi circondata da tifosi rodigini che decisamente non avevano voglia di festeggiare. Però hanno applaudito la squadra anche dopo il fischio finale di Piardi.
MOM Andrea Trotta
Marcatori: p.t. 15’ cp. Lyle (3-0); 24’ cp. Van Reenen (3-3); 32’ cp. Lyle (6-3); s.t. 4’ cp. Van Reenen (6-6); 6’ m. Nostran tr. Lyle (13-6); 18’ cp. Lyle (16-6); 25’ cp. Lyle (19-6)
Così Petrarca riporta a casa lo scudetto prendendosi la rivincita della scorsa finale ed io posso finalmente rinfrescarmi, anche perché, le inquiline woodoo sono state ascoltate dato che si è alzato un certo venticello fresco.
Complimenti alle squadre finaliste e, soprattutto, complimenti alle tifoserie, giustamente rumorose che hanno fatto da bella cornice a questo evento, per quel che ricordi, unico.
“I rugby è uno sport straordinario, l’unico dove la vittoria passa attraverso le mani dei compagni.” [Sabrina Melis]
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