Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…

Come ho già detto in precedenza il rugby è una cosa strana, in questo contesto novembre è il mese deputato ai test match. Cosa sono i test match? Sono le amichevoli delle varie nazionali. Perché non si dice amichevoli? Perché nel mondo ovale si parla il rugbentese, lingua semimorta tipo l’esperanto o il Klingon, e in rugbentese amichevole si dice test match.
Ebbene queste partite servono a testare, appunto, lo stato fisico delle suddette formazioni in vista di impegni ufficiali. Nel nostro caso, il Sei Nazioni. Prestigioso torneo storico, che si disputa tra febbraio e marzo, a cui la nazionale italiana partecipa da un ventennio con scarsi risultati. Come tutti i risultati dei ventenni italiani. D’altronde è la misura nostra dei disastri. Infatti, tutte le piaghe che hanno falcidiato il nostro bel Paese sono durate vent’anni.
Ovviamente vale sempre la discriminazione di genere, i test match di novembre, li fanno le nazionali maschili, sia la maggiore che la cosiddetta ‘Nazionale A’, teoricamente la nazionale degli esordienti. Perché teoricamente? Perché sulla carta nasce come una rappresentativa formata da atleti italiani selezionati per un possibile passaggio nella maggiore, sul campo vediamo giocatori che hanno già calcato le scene internazionali. No, condomine, non sono tutti scemi. È che il numero dei giocatori disponibili è piuttosto limitato sicché dobbiamo fare con quello che abbiamo. Come le nozze coi fichi secchi? Non siate inutilmente cattive.
Zitte e fatemi continuare. Dicevo. I test match.

Ovviamente se lo spirito guida delle partite ufficiali di rugby nel mondo è la combo passione, dedizione, impegno e mai paura, anche questi match non fanno eccezione. Quindi il test sarà un esame a tutti gli effetti.
E chi ci esaminerà?
I primi che affronteremo, a Roma, il 6 novembre, saranno gli All Blacks, cioè la nazionale neozelandese, vincitrice di tutto il vincibile possibile, per capirsi, quelli che prima della partita fanno l’Haka la danza maori. Una settimana dopo, il 13 a Treviso, arrivano i Pumas Argentini, che hanno battuto i suddetti tutti neri in una partita memorabile durante la quale c’è stato il solito momento calcio storico fiorentino, cioè si sono tirati un paio di manate, che ha coinvolto anche il capitano Pablo Matera. L’arbitro gli si avvicina e gli dice qualcosa tipo “Pablo, sei il capitano, quello di cui abbiamo bisogno è della tua leadership verso la squadra, non che tu spinga i giocatori avversari, ok?” Pablo, occhi neri con un leggero strabismo di venere, collo taurino, orecchie a sventola segnate dagli scontri di gioco, lo guarda calmo, e con voz de gigante risponde “Ok, ma non posso tollerare di vedere un mio compagno di squadra colpito in faccia. Sto giocando per il mio Paese, non è rispettoso“. E qui il mio condominio ha iniziato ad urlare El pueblo unido jamàs serà vencido. Invece l’arbitro, che secondo me un po’ si è cacato sotto, ha risposto molto pacatamente “Lo comprendo, ma lascia che ce ne occupiamo noi – noi, plurale, perchè l’unione fa la forza, ti capisco caro arbitro – non abbiamo bisogno dell’intromissione del capitano, mostrami la tua leadership“. E per finire il 20 a Parma troveremo l’Uruguay fresco di conquista ai prossimi mondiali contro gli Stati Uniti e parte del nostro girone insieme alla Francia padrona di casa ed agli All Blacks. Oh, ma mai una volta che andassero in un altro girone, sempre nel nostro.

Insomma, se non si fosse capito se ne buscherà come ciuchi ma amen, così è, noi pasionari del mondo ovale, abbiamo una vena masochista che ci score lungo la colonna vertebrale e si dirama per tutto il sistema nervoso centrale e periferico e si alimenta durante tutte le uscite ufficiali.
Sì, perché se la nazionale di calcio ci ha regalato una striscia positiva di ben 37 partite senza sconfitta, quella di rugby viaggia sulle 32 sconfitte consecutive. Capite bene che siamo a livelli Supersayan di autotortura, roba da fare impallidire il Marchese De Sade.
Ma allora perché ho tutto questo amore e tutta questa dedizione?
Chi lo sa. Ho sempre incolpato Candy Candy per le mie pessime scelte in fatto di amici, amori, lavori e dolori (per fare la rima).
Lei con la stronza amica che prima le fa giurare di non lasciarla in orfanotrofio, poi le frega i genitori adottivi lasciandola lì, conosce un principe meraviglioso che dura meno di un gatto in tangenziale, si innamora di quel gran fico di Terence il quale, non si sa ancora perché, ricambia il suo amore, ma lei lo lascia con la fidanzata cornuta. Ma soprattutto, fa l’infermiera in tempo di guerra.
Ecco ho sempre creduto fosse lei la causa dei miei mali. Col tempo ho capito, invece, che forse sono solo un po’ fava.
Seguitemi per altre confessioni.
“La più grande lezione della vita è sapere che anche i pazzi, alle volte hanno ragione.” [Wiston Churchill]
What's Your Reaction?
Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


