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Non dire cartone se sei un coglione

Non dire cartone se sei un coglione

Giulia Mastromartino
Credit Odango by Angeo Pitrelli

Ci risiamo!

I soliti noiosi hanno alzato gli scudi contro Squid Game, la serie TV prodotta e trasmessa da Netflix.

Posso dire che palle? Sì, condominio stavolta lo dico io. Ma ci rendiamo conto di chi siamo?

Siamo la generazione nata negli anni 70 quella che se avesse seguito ciò che vedeva in TV non sarebbe dovuta sopravvivere alla terza elementare.

Noi di quell’epoca lì, infatti, siamo cresciuti con Actarus principe del pianeta Fleed. Scampato alla sua distruzione e rifugiato sulla terra col suo robot. In pratica un clandestino arrivato qui non su un barcone marino, ma su un barcone spaziale, soccorso dal professor Procton che lo fa passare per suo figlio e lo mette in un centro di accoglienza fichissimo, l’Istituto di Ricerche Spaziali. E quando i cattivoni arrivano a minacciare il nostro pianeta, il buon principe tira fuori il Robot e li affronta a suon di alabarda spaziale, raggi gamma e doppio maglio perforante.

E chi sono i cattivi? Le truppe del Re VEGA. Cioè Goldrake combatte I VEGANI! Capito il genio?

Come se non bastasse accanto a Ufo Robot c’era il mitico Hiroshi Shiba che correva laggiù volando tra i lampi di blu. Uno zombie resuscitato dal padre che gli aveva impiantato nel cuore una campana aliena la quale, insieme ai guanti sempre inventati dal babbo, lo trasformava nella testa del robot Jeeg. Menomale che c’era Miwa Uzuki a lanciargli il resto dei componenti sennò questo, con una pedata, finiva nello sterminato campo di Holly e Benji e non lo si vedeva più.

Credit Odango by Angelo Pitrelli

E dopo lui tutti noi, siamo onesti, abbiamo provato a lanciarci da una qualche altezza urlando “Miva lanciami i componenti.”

Restiamo in tema robot per parlare dei due porno celati sotto le spoglie corazzate, ovvero Il grande Mazinga che sparava il missile centrale, affiancato da Venus che lanciava le poppe sottoforma di razzi fotonici; e Il mitico Daitarn III, robot ecologico che andava a luce solare, alla cui guida c’era Haram Benjio affascinate guerriero dalla chioma blu, affiancato dalle due bellissime Beauty e Reika, le quali vivevano con lui in una grande villa gestita dal maggiordomo Garrison insieme al giovane Toppy. Insomma, una comune dove regnava la più totale promiscuità. Insieme combattono i meganoidi. Bastardissimi marziani che rapiscono e trasformano gli umani in soldati cyborg.

Restando in tema pornografia, come non citare il trittico Lamù, Georgie ed Lupin III (rigorosamente quello in giacchetta verde)?

La prima, un’aliena piovuta per caso sul nostro pianeta, perennemente mezza nuda, a tratti nuda proprio, coinvolta ini un triangolo amoroso con quel bischero di Ataru Moroboshi.

La seconda, figlia di due galeotti deportati nella colonia penale australiana, rimasta orfana poco dopo la nascita, intreccia una relazione incestuosa coi fratelli adottivi col risultato di avere un figlio da uno che poi muore e finire la sua vita con l’altro.

Il terzo un abilissimo ladro, capace di architettare e portare a segno i migliori furti con una passione sfrenata per Fujiko e le sue poppe, al punto di strapparle la maglietta più e più volte.

Credit Odango by Angelo Pitrelli

E per finire Lady Oscar, una ragazza bellissima, capo delle guardie di Maria Antonietta, chiamata così dal padre che voleva un maschio. Che si innamora di Andrè. Cioè Oscar, con una passione per Maria Antonietta, che si innamora di Andrè tanto da farci l’amore nel bosco. Roba da far impallidire tutti i senatori applaudenti.

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Io guardavo tutta questa gente qua, e molta altra ancora, ma non ho mai provato ad uccidere nessuno, né ho rubato, né ho girato mezza nuda per strada. Sì, lo confesso, ho indossato minigonne ma non mi sono mai dedicata alla prostituzione. Sai mai leggesse il sindaco di Terni.

Guardavo la tv, parlavo coi miei genitori e mi cazzottavo con mio fratello. Perché se hai un fratello maggiore sicuramente hai fatto due cose: hai fatto a cazzotti ed hai pianto quando ti diceva che eri stata adottata.

Lo stesso fratello maggiore che guardava, e mi faceva guardare, ‘Colpo grosso’, quiz televisivo di terza serata, ambientato in un casinò, durante il quale per guadagnare le fiches, il concorrente, poteva far spogliare le mascherine (ragazzi e ragazze), o, addirittura, se non avesse avuto fiches sufficienti, si sarebbe potuto spogliare. Con la canzoncina ‘Cin cin, ricoprimi di baci, cin cin, assaggia e poi mi dici.’

Insomma, capiamoci, noi generazione anni ’70, che adesso siamo genitori, io no ma parecchi sì, non possiamo rompere le palle sui ‘Porca puttena, sulle serie tv, sulle minigonne’.

Perché se davvero iniziassimo a farlo, vi ricordo che Pollon urlava ‘Sembra talco ma non è, serve a darti l’allegria. Se l’annusi o la respiri ti dà subito allegria!’

Capito? Allegria ragazzi. Sicché se perseverate in questo atteggiamento oltremodo ipocrita, significa che avete annusato e respirato qualche altra cosa di parecchio avariato.

Cronaca stop, Novella Express, più che notizie spettuguless..” [Ezio Greggio – Drive In]

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