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Dove si balla

Dove si balla

Giulia Mastromartino

Allora, io mi ero preparata un articolo bellino sul MET GALA 2022, l’evento modaiolo più ambito da tutto lo star system della moda. Una raccolta fondi adorna di abiti bellissimi, abiti particolari, pseudo abiti e tanta gente di fuori come un balcone che si diverte come matti e che io ovviamente non conosco.

Il Met è anche un’ottima occasione per vedere una parte di mondo che altrimenti non vedrei e, di conseguenza, per farmi i fatti loro.

Per esempio, ho scoperto che Kim Kardashian non solo ha divorziato ma ha pure un nuovo compagno col quale si è presentata indossando quello che fu il vestito di Marilyn Monroe col quale cantò “Happy birthday Mr President” a JFK. C’è chi dice che per entrarci abbia perso sette chili in tre settimane, chi dieci in un mese. Qualunque sia la verità, Kim ti prego, dimmi come hai fatto che mi serve un rimedio efficace contro tutti i chili in più che ho che a giugno ho il matrimonio di mio cugino Roberto e tutto quello che ho nell’armadio mi sta stretto.

Chiara Ferragni e Fedez alla loro prima volta al MET, oddio lei c’era già stata nel 2015 da sola. Non era un bel periodo, come da sua stessa ammissione, ed infatti ha pubblicato delle foto dove sembra l’ombra di sé stessa. Sempre bella, ma di una tristezza impressionante. Comunque, i Ferragnez bellissimi in abito Versace, lei sorridente e solare mentre lui sembrava un po’ imbronciato, forse perché avrebbe voluto essere sul palco del concertone a dire la sua, a modo suo. Poi, però, è arrivata Gigi Hadid che lo abbraccia così, d’amblé e lui ritrova il sorriso. Chiamalo bischero.

Altra coppia che mi piace tantissimo Blake Lively e Ryan Reynolds, anche qui lei bellissima, ed anche per loro vestiti Versace.

Ovviamente Donatella Versace.

E poi una serie di personaggi famosi vestiti Valentino ma versione Pink Collection, dove il pink è veramente bellissimo, no inquiline, non ci possiamo vestire così al matrimonio, costa troppo, ma soprattutto sembrerei la mamma di Peppa Pig.

Da Pink a Pig è un attimo.

Insomma, mi ero preparata tante cose carine legate anche alle varie preparazioni dei look. Sì, perché adesso grazie ai social vediamo anche tutto il processo, trucco, parrucco, vestizione, accessoriamento eccetera. In pratica, prima vedi il prodotto finito, poi vedi la fase di montaggio, che, diciamocelo, toglie molta della magia al prodotto finale.

E non è gelosia, care le mie occupanti abusive mentali, certo mi rode non essere anch’io amica di Donatella che mi manda abiti su misura, con bigliettini personalizzati, semplicemente mi sciupano la magia.

E poi c’è stata la festa e giù tutti a ballare.

Invece adesso mi tocca parlare del terremoto. Che anche quello è una specie di ballo ma meno simpatico.

Sì, perché dopo due anni di pandemia, una guerra quasi mondiale alle porte di casa, con un dittatore, megalomane, pazzo e totalmente in balia della sua invidia penis, ci voleva proprio una bella scossa di terremoto in serata.

In realtà le scosse sono state due, ma durante la prima ero in bici per le strade di Firenze che sono tutte poggi e buche, sicché non me ne sono accorta.

La seconda, invece, l’ho sentita parecchio bene, ma ma per fortuna ero con Johnny.

Eravamo in cucina, io seduta, spalle alla porta finestra della terrazza, lui in piedi poggiato all’acquaio. E parlavamo.

Ad un tratto un rumore sordo in sottofondo, un tuono? Ci sta, oggi ha pure piovuto un po’. Sempre per non farsi mancare niente.

Ma subito dopo il tuono io sento come una spinta verso il tavolo ed il rumore della porta che sbatte.

Mi volto d’istinto verso la finestra.

“Chi è che vuole entrare dalla terrazza?”

“Ma c’è riscontro? – Johnny mentre le mie condomine cantavano ‘Dove si balla’ – ah no, questo è il terremoto.”

Fine.

Lui chiama un nostro amico, che secondo me dormiva a sentirlo dalla voce, io chiamo mia mamma.

“L’hai sentito ora?”

“Sì mamma.”

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“E Johnny?”

“Anche lui.”

“Speriamo adesso finisca.”

Ora le domande di mia mamma hanno un senso, risalgono all’ultima volta che abbiamo avvertito il terremoto qui in zona Firenze e dintorni.

Era mattina presto, le cinque più o meno, ed era estate o quasi estate. Insomma, faceva caldo perché a svegliarmi è stato il rumore della tapparella che sbatteva ed il letto traballante.

“Il terremoto!” Non era un urlo, ma piuttosto una constatazione.

Johnny si gira serafico e risponde.

“No, macché, la Ducati se l’accendi fa rumore, si sente.”

“Non MOTO, TERRE-MOTO!” Maremma motociclistica.

“Ah, ok.” E si riaddormenta.

Insomma, può capitare di vivere momenti che spaventino, a me capita spesso sono abbastanza spaventevole, però l’importante è avere un Johnny a fianco che, con il suo aplomb, ti trasmetta talmente tanta serenità da rendere anche il più traumatico dei momenti, un aneddoto da raccontare.

E adesso torno a guardare le foto del Met Gala, che ho in testa una banda di pazze che canta Dargen D’Amico pensando di essere sul Tagadà se non sapete cosa sia siete molo giovani.

Leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, senza avere macigni sul cuore.” [Italo Calvino]

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