Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
È mattina e sto nuovamente scrivendo di rugby nazionale.
Devo raccontarvi la meravigliosa partita della nostra Nazionale Under20. Non ho voluto farlo subito a caldo, perché la parte facinorosa del mio condominio mentale avrebbe preso il sopravvento e non sarebbe stato giusto.

I nostri ragazzi ci hanno regalato una partita davvero impegnativa dal punto di vista emotivo, molto impegnativa. Soprattutto se il primo tempo lo guardi in una tranvia piena di turisti che vanno a vedere i indumenti e lavoratori che tornano a casa.
Pronti partenza via, palla nostra. I ragazzi tengono bene il campo, ottimo possesso palla e guadagnano una punizione. Giovanni Sante, ancora tanti auguri, centra il palo, parapiglia sto i pali, il più veloce è Bernese che schiaccia l’ovale, meta per l’arbitro, TMO conferma, Sante trasforma e siamo 7-0.

Lo schiaffo sveglia i bluette che partono a fionda, sportellando a destra e sinistra fermandosi nei nostri 22. Simpatia australiana dell’arbitro fischia fallo ed accorciano 7 – 3.
Breve. Inciso, il rugby è uno sport fisico, il confronto spesso si veste di lividi, ma questi se ne stanno approfittando un po’ troppo. Dal minuto 20 le mie inquiline rivoltose, alzano le barricate, tanto son francesi ci sono abituati, e parte il tifo.
Andiamo avanti, bellissima sfida delle prime linee, bella prova anche nei punti di incontro; sono giovani ma boia de se ci sanno fare. Scusate mi è uscita la condomina livornese. Tra le altre cose oggi c’è la reunion delle inquiline toscane.
Ventesimo Tarel nuovamente in piazzola, nuovamente centrati i pali 7 – 6. Ma i nostri ragazzi non mollano, conquistano. Una touche allettante, Mattioni controlla, parte il drive, parte il tifo, io provo a non dire nulla ma Gallorini schiaccia l’ovale e gioisco in silenzio. Giovanni non trasforma e siamo avanti 12 – 6.

I transalpini sono costretti a sostituire il pilone sinistro che appena tocca il campo corre come un treno, moltiplica i suoi che arrivano in meta, Tarel trasforma e la Francia passa avanti. Maremma impestata.
Ma i nostri ragazzi, hanno la giusta cazzimma per reagire e lo fanno con le gambe di Davidino Odiase che mette in moto il turbo, fa partire il drive azzurro, Rubinato concretizza l’azione con la meta. Sante, purtroppo non trasforma ma siamo 17 – 13. Torniamo avanti, posso respirare. Per poco, però, perché al minuto 38 riecco i francesi davanti alla nostra area di meta, la nostra difesa tiene benissimo respingendo tutti gli assalti. Forza ragazzi. L’ovale si muove, cambio fronte di attacco, altra difesa fortissima, ma agonia arbitrale ha un dubbio. Solo lui. Chiama il TMO per un fallo in difesa, cartellino giallo ad Aminu e meta tecnica ai Galletti. Il mio condominio mentale implode. Fine primo tempo 17 – 20.

La ripresa vede un XV azzurro col coltello tra i denti che costringono gli ospiti a numerosi falli, ancora gran lavoro del pacchetto avanti che avanza imperioso sul campo. La risposta transalpina al minuto 47 e 48 sono due falli consecutivi e agonia australiana cioè l’arbitro estrae due volte il cartellino giallo. Siamo davanti alla linea di meta francese, hai dato due gialli, qualcuno mi spiega perché non hai dato anche la meta tecnica? Barba Ovale dove sei?
Chi, invece, mi ascolta è François Mey, che raccoglie l’ovale e finalizza l’azione offensiva schiacciando la palla oltre la linea di meta. Io posso urlare perché sono a casa. Sante in serata no, non trasforma e restiamo 22 – 20.

Momento di gioco piuttosto convulso, noi non riusciamo a concretizzare la superiorità numerica, questi altri che sputano sangue pur di non soccombere. L’arbitro non ci capisce nulla e assegna un fallo agli ospiti. Tarel manda fuori. I minuti passano, le panchine danno il via alla girandola dei cambi, (mi piace molto questa espressione). E al minuto 64 i bluette tornano avanti con un calcio dalla piazzola di Desperes prime ed una meta di Castro dopo.
Vedo i nostri ragazzi in sofferenza e deficit di fiato ed energia, ma non mollano. Mey zoppicante resta in campo, tutto il gruppo avanza, i minuti corrono, ma noi più di loro e siamo nuovamente davanti alla linea di meta. Sportellate e smanacciate, Sante spunta e allarga per Douglas che arriva acrobatico in meta e siamo 27 – 28 a tempo scaduto.
La palla decisiva è sul piede di Andrea Bruniera, classe 2003. Silenzio tombale a Monigo, nessuno fiata, nessuno respira, non vola una mosca. Si chetano pure i telecronisti. Nella mia testa parte De Gregori ‘Andrea non aver paura di tirare la trasformazione, non è mica da questi particolari che si giudica un giocatore.’
Parte Andrea, calcio, palla fuori di una decina di centimetri.
Vittoria della Francia di corto muso.
Una martellata su un dito mi avrebbe fatto. Meno male lo ammetto, ma dobbiamo solo dire bravi a questo gruppo che ci regala sempre ottime prestazioni. E non per quella conclamata ipocrisia che nel rugby sono tutti meglio degli altri, ma perché è vero. Hanno perso per tanti motivi, ma hanno giocato una signora partita, sicché solo applausi per loro. Come ha detto Richie McCaw, ex capitano degli All Blacks, due volte campione del mondo, ‘La cosa migliore che mi sia mai capitata in carriera è la sconfitta nei quarti di finale della Coppa del Mondo 2007.’ E se lo dice lui fidiamoci.
Gli insulti li rivolto a quel bischero dell’arbitro. E qui Barba Ovale mi cazzierà, ma stavolta lascio il timone alle mie inquiline ultras.
Man of the match meritatissimo per il magistrale David Odiase. Bravissimo in campo e bravissimo nelle dichiarazioni.
Insomma, se non si fosse capito, questi ragazzi mi garbano tantissimo.

Marcatori: PT 8’ m. Berlese, t. Sante (7-0); 11’ c.p. Tarel (7-3); 21’ c.p. Tarel (7-6); 25’ m. Gallorini, n.t. (12-6); 29’ m. Moustin, t. Tarel (12-13); 33’ m. Rubinato, n.t. (17-13); 38’ m. tecn. Francia (17-20). ST 50’ m. Mey, n.t. (22-20); 64’ Desperes c.p. (22-23); 71’ m. Castro, n.t. (22-28); 80′ m. Douglas, n.t. (27-28)
‘Un giocatore lo vedi dal coraggio, dall’altruismo e dalla fantasia.’ [De Gregori]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


