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La Palestra

La Palestra

Giulia Mastromartino

Come ho già detto, per me settembre è l’inizio dell’anno ed in quanto tale si porta con sé la consueta lista di buoni propositi. Uno dei ricorrenti, perennemente ai primi posti è: andare in palestra almeno tre volte a settimana.

Condomine, per cortesia, non ridete così rumorosamente che vi sentono fino in Giappone. Grazie.

Dicevo, la palestra. Trovare la palestra giusta non è semplice. Primo passo, soddisfare i due requisiti fondamentali: o accanto all’ufficio, o accanto a casa. E dato che nel mio comune le palestre sono pressoché inesistenti, non restava altro che la zona dell’ufficio.

Secondo requisito, mi deve piacere l’ambiente, dagli spogliatoi, al mobilio, alla sala pesi; terzo, mi devono piacere i corsi. Sì, poi? Una fettina di culo al limone? Inquiline non siate volgari.

Checché ne dicano le mie occupati abusive mentali, sono pure riuscita a trovare la palestra giusta, vicino all’ufficio, prezzi onesti ed ottimi corsi. Non solo, lì dentro ho conosciuto alcune delle amiche più care che ho adesso. Quasi un decennio trascorso tra sudore, dolori muscolari, risate, docce fredde o troppo calde, spogliatoi pieni, pessime figure e tante, tantissime risate.

Il coach Dino Paladini ed io

Forse troppo bello per essere vero. Infatti, un cambio gestione prima ed un trasferimento lavorativo dopo, mi hanno costretta a cercare un altro luogo di allenamento.

Vi rendete conto? Una volta risolta la congiuntura astrale, quel fetente del mio karma ha riscombinato tutto. Non potete capire la fatica. Ho dovuto pure superare lo shock del cambiamento, il trauma della separazione dalle amiche e dal mio coach. Inoltre, dettaglio da non trascurare, io i traumi li supero o col cibo o con l’alcol. Mica solo i traumi, con te ogni scusa è buona per il cibo e l’alcol. Al terzo piano c’è una distilleria. Vabbè condominio ora, stiamo a guardare il capello.

Quindi depressa e appesantita, ho iniziato una nuova ricerca. Faticosa ma, per fortuna, non troppo lunga che mi ha portata ad una palestra che sapeva molto di ultima spiaggia. Vicino all’ufficio, con buoni corsi, forse un po’ troppo cara, ma dai, un incentivo in più per andarci.

È scoppiata una pandemia.

E adesso che ne stiamo uscendo, con faticosa determinazione, a lavoro da me hanno scoperto le meraviglie dello smartworking, il lavoro da casa.

così mi trovo a lavorare tre giorni in ufficio e due a casa.

Allora ditelo!

Morale della favola, mi ero posta come obiettivo di perdere cinque chili, adesso sono orientata a qualcosa di più realistico, tipo diventare la nuova principessa di Monaco.

“A coloro che non bevono vino, Dio neghi anche l’acqua.” [Proverbio toscano]

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