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Guida astrologica al Sei Nazioni, la Francia

Guida astrologica al Sei Nazioni, la Francia

Giulia Mastromartino

Ed eccoci arrivati in terra ferma europea con la Francia.

Il rugby arrivò in Francia nel 1872, l’anno dopo il primo match ufficiale Scozia – Inghilterra del 1871, ovviamente portato da imprenditori inglesi che avevano imparato il gioco nelle università di Cambridge e Oxford. Il primo club francese fondato fu il Le Havre Athletic club rugby.

Un derby Racing (in biancoceleste) – Stade français di fine Ottocento. Georges Bertin Scott

Attiva dal 1906, ha operato per i primi 13 anni di vita sotto la giurisdizione dell’U.S.F.A. (Unione delle Società Francesi di Sport Atletici); dal 1919 opera, invece, sotto la Fédération Française de Rugby.

A differenza delle britanniche ha avuto vita travagliata col fu Cinque Nazioni, infatti, è stata allontanata dalla competizione un paio di volte per il, diciamo, carattere troppo rivoltoso di tifosi e giocatori. Fortunatamente per tutti, nel corso degli anni gli animi si sono placati ed attualmente Les Bleus, sono attori stabili e protagonisti del torneo europeo. Fino al 1997 è stata anche impegnata nel Campionato Europeo sotto le sue varie denominazioni (Torneo Fira, Coppa della Nazioni, Coppa FIRA), ottenendo la vittoria in 25 edizioni sulle 30 cui prese parte.

Una fase di Italia – Francia allo stadio Olimpico di Roma, finale della Coppa Europa 1954.

A livello internazionale la Francia si fregia di 26 vittorie nel torneo Cinque\Sei Nazioni, 10 delle quali suggellate con il Grande Slam; inoltre nelle sette edizioni della Coppa del Mondo cui ha preso parte, è giunta sei volte almeno in semifinale, raggiungendo tre volte la finale – che ha sempre perso. L’ultimo Campionato, addirittura svolto in Francia, sono stati eliminati sul finale malamente. Condominio, cortesemente – diciamo che la finale resta la sua bestia nera.

Da quando è approdato in terra gallica il rugby ha avuto una forte resa, attecchendo molto bene nel tessuto sociale francese e crescendo in maniera esponenziale. E qui iniziano i miei sospiri di invidia ed ammirazione. Tale crescita è stata costellata, e lo è tutt’ora, di grandi successi.

Possono non riscuotere grandi simpatie – anche se a me stanno parecchio simpatici. Il rugby è l’unico sport in cui trovo i francesi simpatici. Te sei strana forte lo sai vero? Sì, inquiline, lo so, ma non è il caso di dissertare su di me – dicevo, possono non riscuotere simpatia ma a livello ovale hanno fatto grandi cose. Soprattutto per i vari club cosiddetti minori, che vanno a formare l’enorme vivaio della cantera francese. Invidia tremenda, assoluta, totale invidiaaaaaa.

Continuiamo. Dicevo, grande splendore che possiamo così riassumere, anni’70 confronto col Gallese, anni ’80 dominati, anni ’90 confronto con l’Inghilterra, anni 2000 crisi d’identità, anni 2010-2024 alla ricerca di conferme. Tutto sommato una media più che buona.

Francia e Italia allo stadio Flaminio di Roma, Sei Nazioni 2007. Credit FIR

Livrea blu, da qui appunto il soprannome Bleus ed il simpaticissimo coro “Allez les Bleus!”, ad oggi il simbolo è il famoso gallo rosso – noi abbiamo il gallo nero del Chianti, loro rosso. Vabbè. Inquiline mentali briache, silenzio – ma non è sempre stato così. A no? No.

Originariamente la maglia era bianca e lo stemma due anelli, uno rosso e uno blu. Era lo stemma dell’USFSA che,  inizialmente, rappresentava solo i club di atletica, ed inseguito, allargata ad altri sport, tipo calcio, scherma. Nuoto e rugby appunto. Nel 1920 l’unione si sciolse e, dopo la prima vittoria sulla Scozia, l’allora capitano, Marcel Communau, impose un’uniforme nazionale, composta da maglia blu, pantaloncini bianche e calzettoni rossi, avente come stemma un gallo giocando con la parola latina gallus che si riferisce sia all’animale che alla popolazione celtica – i Galli appunto – quelli di Asterix e Obelix per capirsi. Condomine cretine – che viveva nell’attuale Francia. Oltre a questo il gallo simboleggia il carattere combattivo del popolo francese tant’è, infatti, che è stato adottato anche dalle altre federazioni sportive.

Dal web

Un aneddoto spiega molto bene il carattere dei transalpini. Nel corso di Francia – Inghilterra del Cinque Nazioni negli anni sessanta, in un momento di difficoltà, il pilone Aldo Gruarin disse ai suoi compagni di squadra “Ehi! Su la testa, portiamo un gallo, non una faraona! E allora cantiamo!”

Frase che né rimasta celebre nella storia della Nazionale bleu. Dal 2019 il fornitore è Le Coq Sportif, a me questa cosa fa molto ridere perché mi viene in mente il gallo pazzo di Oceania. Scusate.

Loro, come noi hanno un inno nazionale, La Marsigliese, e giocano allo Stade de France condiviso con la Nazionale di calcio. Descrizione tecnica: un impianto spettacolare.

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Daieuxetdailleurs, cropped by Blackcat

Grande senso del dovere, lavoratori instancabili. Precisi, puntigliosi, un po’ permalosi, con uno stile indiscutibile – ricordo che hanno inventato quella cosa meravigliosa chiamata Dieux du Stade, per la quale non vi ringrazierò mai abbastanza – e una buona dose di umorismo. Sì, ok gli manca il bidet, devono smettere di portare le baguette sotto braccio ma ragazzi questi rubano il fumo alle schiacciate – come si dice a Firenze – e c’hanno due campionati, Il Top14 e il ProD2, che fanno il culo ai paperi.

Magari ci fosse modo di vederlo anche in Italia il Top14 mortacci vostri – con amore, qui devo darvi ragione condomine – smettete di tirarvela.

Concreti, cinici, in equilibrio tra il controllo, l’ordine maniacale e la totale follia, ma anche artisti, stiliti e parecchio bellocci, vedi il succitato calendario, la Francia è VERGINE.

Ed anche in questo caso, la zanzarina nella stanza che manda nei pazzi la Vergine, sono i Gemelli.

In chiusura, un in bocca al lupo a Charles Ollivoncourage Charles, bonne chance. Nous avons hâte de te voir bientôt, moi et mon condominium mental, nous t’encourageons – che s’è rotto un ginocchio e dovrà stare lontano dai campi ovali per un po’. Tristezza per lui, per noi che non potremo ambire cotanta meraviglia e per il livello di bellezza del torneo che si è abbassato notevolmente, adduco prova fotografica.

Credit @Ollivon via Instagram

“Non mettere mai in dubbio il coraggio dei francesi. Sono stati loro a scoprire che le lumache sono commestibili..” [Doug Larson]

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