Now Reading
Gioco di parole, Nicholas Gasperini

Gioco di parole, Nicholas Gasperini

Giulia Mastromartino

Continuiamo a conoscere i nostri giovani protagonisti dell’Under20.

Dopo il pilone che non ti aspetti, l’apertura un po’ estrema, dopo il delfino curioso e il cavallo goloso – condomine a voi il caldo quest’anno ha fatto malissimo ve lo dico – torniamo in mischia.

Classe 2004, tallonatore, approdato al rugby grazie a sua mamma, partito da Perugia, passato dal Centro di Formazione di Prato, dopo una stagione a Parigi allo Stade Français – in perfetto mood Barbie. Condomine andate a prendere gli psicofarmaci – pronto per iniziare a Parma con l’Accademia delle Zebre, di ritorno dalle vacanze è qui con noi, Nicholas Gasperini.

Ciao Nico, che piacere sentirti. Grazie per essere qui.

Piacere mio.

Cominciamo con la domanda classica, mi dici le tue parole su questo mondiale?

Bellissimo, un tripudio di emozioni, a momenti triste ma, nel complesso, un’esperienza molto bella.

Mi spieghi questa tua passione per le foche?

Ride. Era tutto uno scherzo, anche questo partito da mia mamma, la quale, quando ha saputo della convocazione al mondiale in Sudafrica si è messa. A cercare su internet, sono usciti tutti gli animali, tra cui, appunto, le foche e da lì è cominciato tutto. Ma c’erano anche i pinguini.

Carini e coccolo si anche loro. Però le foche non sono sempre amichevoli vero?

Sì, infatti, una volta, durante un’escursione, le abbiamo avvicinate, ma si sono rigirate un po’ incavolate, così ci siamo allontanati. 

E continua a ridere.

A proposito di mamma, è vero che giochi a rugby grazie a lei?

Sì, ho praticato altri sport, nuoto, judo ma dopo un anno ho smesso, così lei mi ha portato in questo campo a giocare. Era un campo da rugby.

E ringraziamo mamma Gasperini allora. A proposito di sport, hai uno sportivo che segui come appassionato, barra tifoso?

Sì, Israel Adesanya, un lottatore di MMA. 

Hai capito il ragazzo? Interessante, nel senso che se c’è una disciplina sportiva che non seguo, è proprio quella.

Pur essendo molto giovane vanti un curriculum di tutto rispetto. Hai giocato a Perugia, poi sei passato a Prato al centro di formazione e da lì sei arrivato a Parigi ed ora a Parma con l’Accademia delle Zebre. La P è una predominante nelle tue scelte. Altra battutona, scusa rinchiudo le mie inquiline mentali moleste.

Ride – per fortuna o per educazione.

Una domanda che non ti ha fatto nessuno, qual è la differenza che hai notato maggiormente giocando in Francia?

Gli impatti. Eppure giocavo nelle giovanili. Ma non ho mai visto degli impatti così impressionanti.

Mi dici le tue parole circa questa esperienza?

È stata molto impattante e non solo dal punto di vista fisico, una lezione di vita molto importante, prima volta così lontano da casa, in un paese estero, direi formativa.

Come te la sei cavata col francese?

Bene, parlo bene il francese, avevo un’insegnante che mi seguiva.

I transalpini ci tengono all’aspetto linguistico, e io li capisco perfettamente. Hai un portafortuna o amuleto quando giochi?

See Also

Sì, ho un portachiavi che mi segue sempre.

Altra cosa a cui tengono i nostri confinanti è il movimento ovale, ne parlano e ne scrivono, tu sei uno di quelli che sta dietro alle parole oppure no?

Anche qui cerco di fare un’esperienza formativa, è giusto guardare quando uno sbaglia o fa bene, ma nell’ottica di migliorarsi o di consolidare una buona prestazione. Io cerco sempre di fare del mio meglio.

Bravo, io cerco di non svitare le teste di quelli che commentano a bischero. Ma continuiamo a parlare di te. Ho visto che avevate due Dj in Sudafrica, ma te che musica preferisci?

Varia molto in base al mio mood. Diciamo che i miei preferiti sono Top Smoke, 50 Cent – bravo ragazzo – e Michael Jackson. Sempre grazie a mia mamma.

Hai ragione, una scelta decisamente variegata. Continuando con le parole, quali sono le tue durante la preparazione: imprecazioni, invocazioni divine, visioni mistiche, promesse e giuramenti o sei troppo morto e non parli?

Solo imprecazioni. 

Il che non è vero perché stai ridendo. Sei appena tornato dalle vacanze, sei uno di quelli che si allenano oppure stacchi?

Stacco dal rugby, ma non dall’allenamento. Un pochino continuo, ma una dose giusta.

Quindi non arrivi del tutto impreparato. Ti libero con l’ultima domanda, che progetti hai per il tuo futuro?

Adesso inizio ad allenarmi con l’Accademia delle Zebre e poi andrò a Viadana con Simone (Brisighella ndr). Nello specifico, voglio lavorare sul lancio in vista del prossimo Sei Nazioni – che bello che mi parlino come se io di tecnica capissi qualcosa – poi vorrei fare minutaggio nel campionato Élite, mentre per me, come progetto mio vorrei studiare e lavorare come barman.

E con questa frase Nicholas è diventato il giocatore preferito delle mie condomine alcoliste che hanno esultato facendo partire i cori da vere ultras di Bacco.

Allora, in bocca al lupo per i tuoi progetti, grazie ancora per la disponibilità e ci vediamo a Viadana.

Mente chiara e birra scura, così dev’essere la vita.” [Frase scritta sul muro di un pub a Edimburgo]

What's Your Reaction?
Complimenti
8
Mi piace
4
Bene ma non benissimo
0
Che schifo
0
View Comments (0)

Leave a Reply

Your email address will not be published.

© 2021 Mrs Mastrina. All Rights Reserved.
Powered by meltin'Concept

Privacy Policy - Cookie Policy

 

Scroll To Top