Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Come dicevo in apertura, quando ho pensato a questa rubrica, ho immaginato un posto per tutti. Così ridendo e scherzando oggi ho il privilegio, l’onore e l’emozione di presentarvi uno dei miei artisti preferiti.
È un vignettista, un autore, uno scultore, a tratti scrittore e molto altro ancora. Signore e signori e tutta la popolazione del globo terraqueo, ho il privilegio e l’onore di avere ospite Mauro Biani.
Ciao Mauro, benvenuto. Prima di tutto grazie per la disponibilità so che sei molto impegnato e che questo momento è molto delicato. Quindi per placare la mia emozione comincio subito. Se cerco Mauro Biani, mi esce fuori vignettista, ma tu sei anche scrittore, quindi mi dici quali sono le tue parole?
Ciao, oddio scrittore poco, ho scelto l’immagine proprio per non usare troppe parole. La vignetta è più immediata e sintetica per questo deve avere meno parole possibili. È una sorta di scenetta teatrale in un piccolo spazio. Ed ho scelto di disegnare per mia pigrizia mentale.
Ecco te hai la pigrizia mentale, io ho la mente occupata da una moltitudine di personalità perennemente in lite tra loro e con me. Ma dimmi, ci sono parole a cui sei affezionato?
Ci sono parole che mi sono inventato così, alcune mi sono venute bene – più di alcune, condomine non interrompete – tipo la banalità del ma – che è bellissima – di quella sono orgoglioso; nasceva da tutti i soliti discorsi non sono razzista ma, eccetera eccetera . Adesso è più un MAH!

Oppure quella di oggi [29 luglio ndr] su Libera – direi geniale – con la quale ho un legame profondo. Ci ho collaborato molto, ho fatto tanta attività con loro in questi anni – no, condomine, non glielo diciamo che noi siamo tra le finanziatrici di Libera Terra, avendo acquistato non so quante casse di vino bianco e rosso in questi anni – quindi è una questione che mi sta molto a cuore.

Un’altra parola che mi piace, molto legata al rugby, è insieme o sostegno. Io ho giocato a rugby.
Eri una seconda linea?
Ho giocato pilone, seconda ed anche terza – hai girato tutta la mischia chiusa – sì, è stato bello. C’è un significato profondo nel rugby che dà anche un certo senso alla vita. Riparti dal punto in cui ti è caduta la palla. Riparti sempre, anche dopo un errore e vai avanti, sempre avanti – dando la palla indietro – già, guardare dietro per andare avanti, c’è molta filosofia in questo sport.
E qui è partita una delle mie solite digressioni un po’ logorroiche sul lato filosofico del rugby.
È vero che sei uno scultore?
Più che scultore sono un modellista, anche se non lo faccio più da molto tempo. Lavoravo la creta che, una volta cotta, diventa terracotta. Mi dedicavo alle forme umane. Spero di tornarci presto perché essendo un’attività manuale mi rilassa molto – come ti capisco, a me fanno lo stesso effetto le costruzioni della LEGO – ed era legata all’attività di educatore che facevo con i ragazzi (educatore presso il villaggio Eugenio Litta, con ragazzi che avevano disabilità mentali ndr).
È anche quello un modo di comunicare senza parole, senza parole parlate, perché, appunto, sono ragazzi con disabilità che hanno difficoltà di espressione verbale. È utile anche per la satira.
Non sei più educatore?
No, ho dovuto smettere per questioni di tempo e mi manca moltissimo, è stata una separazione lenta ma progressiva. Ci sono capitato per caso e ci sono rimasto per scelta. Ho fatto l’ISEF – spieghiamo alle nuove generazioni. ISEF Istituto Superiore Educazione Fisica, l’antenato dell’attuale liceo scientifico e precursore di tutte le varie lauree in scienze motorie, fisioterapia eccetera eccetera. Non siamo vecchi, siamo pionieri. No, te sei vecchia. Grazie condomine, sempre gentili voi – volevo fare l’insegnante cercando di assemblare più materie possibili.

E qui è ripartita un’altra digressione delle mie, sull’insegnamento; essendo io figlia di maestra elementare e maestra a mia volta, con tanto di esperienza nelle scuole materne. Inquiline non provateci neanche a commentare che vi muro vive. E sul fatto che mi sono innamorata di Gianni Rodari in giovane età ed ancora non mi è passata.
Ti dico che è il mio scrittore preferito e che cerco di ispirarmi a lui nel mio lavoro.
Qui si è innamorato tutto il mio condominio mentale. Devo riprendere il timone sennò faccio una figuraccia. Con il tuo lavoro hai dovuto fare spesso i conti con le brutte parole. Come reagisci?
Tendenzialmente me ne frego. Sui social blocco direttamente quando qualcuno supera il limite, altrimenti a volte rispondo ma solo se c’è uno scambio di idee.
Beato te io, troppo spesso evito, perché cambierei i connotati non le opinioni a certi elementi. E la satira come reagisce, per esempio quando ti sei trovato nell’occhio del ciclone come hai reagito?
Guarda, la vignetta su Brunetta (quella famosa incriminata) non la rifarei più, ma solo perché non è più il mio stile.
La satira ha una responsabilità così come i giornalisti e per satira intendo il mondo che va da Charlie Hebdo ad Altan – ci sono una serie di universi nel mezzo per capirsi – dicevo, chi fa le vignette, deve porsi una domanda: e cioè, quale obiettivo voglio raggiungere? Se vuoi che se ne parli nel bene e nel male, ci butti dentro tutto, altrimenti se vuoi portare una riflessione, devi sforzarti di trovare la forma migliore per esprimerti. Poi magari non ci riesci ma ci devi provare, ma tutti devono avere questa consapevolezza. Qui io e le mie pazze ci siamo innamorate la seconda volta.

Un altro problema è l’autocensura che può scadere nell’opportunismo e far perdere l’identità al nostro lavoro – questo accade abbastanza spesso anche nelle realtà giornalistiche sportive. Cercare il compiacimento della Federazione di turno. – invece di pensare:”Cosa vorrà il mio pubblico?” Meglio andare d’istinto, non ti devi snaturare e devi essere soddisfatto di quello che fai. Qui mi è venuta una botta di malinconia ripensando a Rugby Pirates. Ripigliamoci.
Qui comunque si gioca, dimmi, quanto è importante la componente ludica?
È molto importante ed è altrettanto importante la componente passione in quello che fai. Sì al divertimento nel creare un’immagine, sempre con molta passione.

È vero che chi non ride, non è una persona seria?
Assolutamente sì. Io non mi fido di chi è troppo serio. Essere responsabili ed affidabili non significa non sapere ridere. Anzi.
Ecco allora io sono la persona più responsabile ed affidabile del mondo. Stanno ridendo anche in Giappone.
Grazie Mauro io resterei al parlare con te qualche altra ora, ma è sabato, ho fissato con la mia amica Annalisa per cena e se le do buca mi uccide, Johnny mi sta chiamando e, soprattutto, tu avrai sicuramente altre cose da fare. Sicché grazie da qui all’eternità.
“Nel paese delle bugie, la verità è una malattia.” [Gianni Rodari]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


