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Italia Francia quando meno te l’aspetti

Italia Francia quando meno te l’aspetti

Giulia Mastromartino

Rieccoci qui a parlare di rugby, sempre Italia Francia ma stavolta sono le nazionali maggiori. Due anni fa, sempre a Roma, per noi fu un bagno di sangue. Quest’anno, letta la formazione, non mi aspetto miracoli, perché nel rugby i miracoli non esistono, però ho una strana sensazione e non perché ho mal di testa (sempre grazie al rugby ma quello dell’Under20) anche se la medicina contro l’emicrania può avere strani effetti collaterali.

Ma non pensiamo alla mia testa, concentriamoci su questo debutto carico di attese. Io c’ho un’ansia che non vi dico.

Credit Delfrate

Pronti, partenza, via, i blue iniziano a pressare, Flamont intercetta il calcio di Varney e vola in meta. Ramos trasforma e siamo 0 – 7. Ohioi la mia emicrania. Per fortuna i ragazzi hanno a cuore la salute dei tifosi e Tommino Allan, grandissima partita la sua, mi offre un cachet dalla piazzola, centrando i pali, 3 – 7.

A chi proprio non gliene frega nulla di nessuno è Penaud, il quale, servito da un delizioso calcio di Ntamack, travolge il povero Capuozzo dandogli una craniata allucinante, la palla arriva a Ramos che la schiaccia in meta. No, dico, anche meno. Il karma funziona, nessuna trasformazione 3 – 12. Mi esplodono le tempie e non posso neanche bere.

Credit @francerugby

I francesi sono galvanizzati, sembrano quarantacinque, continuano a mettere pressione manco fossero pentole, scusate la battuta pessima, ma tra l’emicrania ed il nervoso tendo ad avere brutte reazioni, e poi io sono dei Bianchi, tutto sto blu mi mette a disagio. Chiudo le mie inquiline calcianti, scusate. E mentre io litigo con tutta la gente che ho in testa, per forza poi mi viene l’emicrania, Ntamack serve un’altra palla deliziosa, stavolta a Dumotier che schiaccia tranquillamente la terza meta 6 – 19. È giunto il momento dell’alcol.

La struttura alare delle divinità non è fatta per volare, ma noi non lo sappiamo e le facciamo volare lo stesso. C’è un traffico nel cielo sopra l’Olimpico.

Chi, invece, può volare, è quel ragazzino scapigliato di Ange Capuozzo, che nel momento più critico degli Azzurri estrae dal cilindro un’altra giochessa delle sue. Si incatena alla maul nata sull’ennesimo fallo degli ospiti, riceve palla da Varney, si lancia sulla fascia, saluta Alldritt con le mani, con il cuore, ciao ciao e schiaccia in meta. Allan non trasforma, ma poi rimedia dalla piazzola e sul 14 – 19 si chiude la prima frazione. Io mi faccio rianimare.

Credit Delfrate

I francesi tornano in campo esattamente come ci sono usciti, indiavolati. Si piazzano nei 22 italiani ma guadagnano solo una punizione che Ramos piazza tra i pali 14 – 22. E qui arrivano gli Articolo 31 che, in pieno clima Sanremese, ci cantano ‘quando meno te l’aspetti, come una bomba’, arrivano i nostri. Tommino Allan che, come ho detto, ha fatto un partitone trova una touche favolosa nei cinque metri, Nicotera raccoglie l’ovale e suona la carica al drive azzurro che viene bloccato fallosamente per l’ennesima volta da Ollivon. Senti coso, te lo dico in lingua madre, a me tu mi garbi anche, ma datti una calmatina. Deve averlo pensato anche l’arbitro perché gli da il giallo e a noi una bellissima meta tecnica detta anche meta di punizione per 21 – 22 che sa di prodigioso.

Quindi ricapitoliamo: dieci minuti in superiorità numerica, sotto di uno contro la Francia, non sembra vero. Anche perché, come ho già detto, io ne vedo sempre una quarantina, ma quello perché ti droghi. Grazie inquiline, sempre gentili. Però i transalpini sono bravi a compensare l’inferiorità numerica con l’esperienza. Ma noi non si a guardare ed allo scadere della penalità guadagnano un fallo, Allan dalla piazzola non sbaglia e passiamo avanti 24 – 22. Qualcuno mi rianimi.

Ed è esattamente in questo momento che i Blue si ricordano di essere i campioni in carica, cambiano marcia e tornano ad avanzare sul campo, Jalibert subentrato a Ntamack, si beve due dei nostri, schiaccia in meta, lancia la palla ed urla che Tarzan levati 24 – 29. Anche meno però.

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Credit @francerugby

E se vuoi urlare, il pubblico di casa ti accontenta perché si fa sentire, sale il tifo, salgono i ragazzi, sale la pressione e pure l’ansia. Guadagnano un calcio praticamente da centro campo che Allan sbaglia di poco. È un assalto all’arma bianca (perché abbiamo la maglia bianca), ma la Francia tiene, con fatica ma tiene e si porta a casa la vittoria.

Uscire dall’Olimpico con la palle girate perché potevamo vincere è segno di una grandissima crescita. Ha ragione Tommaso Allan quando dice che ’19 punti sono un lusso che in campo internazionale non ci possiamo permettere.’ Però la squadra c’è è innegabile. Quindi bravi, bravi davvero, in un altro momento quel 6 – 19 sarebbe stato il prodromo di una debacle, invece lo abbiamo rimediato.

Credit FIR

La Francia non è campione a caso, anche se oggi erano nervosi ed un po’ in sofferenza, ma quello per merito dei ragazzi. A monsieur Galthié vorrei chiedere se nel prossimo turno può schierare Jaminet, per puro gradimento mio personale. Grazie, anzi, merci. 

MOM il solito Dupont manco a dirlo.

Credit Antoine Dupont

Marcatori: PT 5’ m. Flament, t. Ramos (0-7); 13’ c.p, Allan (3-7); 19’ m. Ramos, n.t. (3-12); 22’ c.p. Allan (6-12); 27’ m. Dumortier, t. Ramos (6-19); 32’ m. Capuozzo, n.t. (11-19); 40’ c.p. Allan (14-19). ST 46’ c.p. Ramos (14-22); 52’ m. tecn. Italia (21-22); 62’ c.p. Allan 24-22; 67’ m. Jalibert, t. Ramos (24-29).

Come raggiungere un traguardo? Senza fretta, ma senza sosta.” [Goethe]

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