Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…

Sono le due di notte, sono seduta sul letto e sto sorridendo inebetita. Sì ho bevuto e questo concilia molto. È sabato, è novembre ed ancora non ho metabolizzato quello a cui ho assistito.
Quindi ricapitoliamo. Ho chiesto a Johnny se avesse voglia di venire con me al Franchi a vedere i test match della nazionale di rugby contro l’Australia. Johnny adora l’Australia (la nazione intendo), ed il rugby internazionale, quindi mi ha risposto subito “Perché no?”. E siccome io non sono superstiziosa perché porta male, ma sono oltremodo scaramantica, ho ripreso i posti che avevamo contro la Georgia. Cioè praticamente in collo al cameraman.
Firenze ha spesso regalato gioie al mondo ovale italiano, sabato scorso i ragazzi hanno fornito una prova convincente quindi il mood è “Non succede, ma se succede…” Mood che fa alterare fortemente le mie condomine letterate perché la versione corretta è ‘non succede ma se succedesse?’
Succede che non ce ne frega nulla della grammatica adesso perché arriviamo allo stadio in tempo per vedere facce speranzose, allegre e cariche di meravigliose aspettative, ci passano accanto le nazionali che entrano in campo e, per la prima volta, ho una sensazione nuova, per la prima volta vedo due nazionali non noi ed i marziani. Care condomine non mi guardate come se fossi pazza. Cioè tutta rifinita non sono è vero, ma questa sensazione l’ho percepita concretamente. E non fate perdermi il filo che già sono emotivamente provata.
Dicevo. Siamo dentro, la temperatura è mite e la cabala è dalla nostra; riesco anche a non piangere durante l’inno nonostante possa vedere nettamente l’emozione negli occhi dei nostri ragazzi.
Pronti partenza via, fallo australiano e Tommy Allan piazza la palla in faccia alla curva Fiesole 3 – 0, tempo di riprendermi e vedo gli ospiti pareggiare sempre con un piazzato.
La mia sensazione prende sempre più forza e forma e si materializza in campo con il pressing dei ragazzi che ricacciano indietro gli assalti saltellanti degli australiani, scusate la pessima battuta, altro fallo, altro calcio e qui iniziano gli errori di Tommino Allan in piazzola, palla fuori. E sempre lui poco dopo prende la prima botta su placcaggio in ritardo che costa a Gordon un bel giallo e a me un primo acciacco coronarico mentre le mie inquiline ultras gli urlano di tutto. Scusate ma io quando mi spavento tendo ad avere brutte reazioni.
A placare le mie inquiline indemoniate ci pensano i nostri ragazzi con un’azione da incorniciare, palla vinta in rimessa laterale, Varney che taglia l’aria con un passaggio che mi sembri duri un tempo infinito, urla la Maratona, urla la Tribuna, io urlo da dieci minuti non faccio testo, Pierre Bruno versione Ducati raccoglie l’ovale e spicca il volo che lo porta a schiacciare la palla accanto alla bandierina. Ora crolla tutto e la Fiorentina può avere il nuovo stadio alla faccia delle scale elicoidali. Allan è preciso 10 – 3 per noi. Il Franchi è una bolgia, il mio unico neurone non riesce a seguire tutto, ma chi se ne frega, stiamo giocando bene.

Ripeto, stiamo giocando bene, maremma ovale. Niccolò e Lorenzo Cannone, alzano un muro difensivo che neanche la Fortezza da basso, la difesa attacca che non è un ossimoro ma la verità, fino a creare uno dei momenti più belli che abbia mai visto finora. Ioane, che oggi gioca un derby, mette il turbo, passa la palla che danza tra Morisi e Brex fino ad arrivare al quell’adorabile scugnizzo che si chiama ANGE (e non Andy come lo ha ribattezzato il Corriere) Capuozzo, che si lancia in meta e ciao ciao, Tommy trasforma e siamo 17 – 3. Ripeto 17 – 3 contro l’AUSTRALIA, chiedo a Johnny di confermarmelo perché non vorrei essere preda di un’allucinazione collettiva. Non succede, ma se succede.

Succede che invece i wallabies arrivino in meta, maremma impestata, ed accorcino 17 – 8, tentino la trasformazione due volte e due volte la falliscono. Non ho capito perché il direttore di gara abbia fatto ripetere il calcio, ma tanto non lo hanno piazzato. E con questo punteggio si chiude il primo tempo.

Qualcuno mi rianimi per favore.
Lo spettro del calo fisico del secondo tempo prova a calare sul terreno di gioco con la meta di McRight e la trasformazione di Lalosio che fanno avvicinare i canguri 17 – 15, ma i nostri ragazzi sono bravi a cacciarlo via con un piazzato di Allan e con un paio di azioni alla mano che sono veri e propri test coronarici per tutti noi. Capuozzo decide di farci vedere un po’ di rugby champagne, scusate era tanto che lo volevo scrivere, provando ad andare ancora in meta, ma il suo assalto viene ricacciato indietro, ma lui non demorde, in gergo tecnico si dice cazzimma, sono ancora una volta le mani di Brex a servirlo, lui individua un corridoio e senza chiedere permesso arriva in meta. Siamo a più dieci a circa un quarto d’ora dalla fine del match.

Non succede ma se succede.
Succede che gli australiani vendano cara la pelle e ci colpiscano ancora, sia in meta che sul povero Allan che viene tramortito da non so chi perché stavo per stramazzare anch’io. Sì, ma te smettila di pensare succede che porta malissimo, inquiline calme che io già sono agitata e urlo come un’indemoniata, se vi ci mettete anche voi non ne esco viva.

Tommy è costretto ad uscire ed entra Edo Padovani, che si trova subito costretto a calciare e piazza la palla al sette della traversa, però, niente di fatto. Ma il nostro amato ragazzo dalle mutande colorate si rifà più tardi centrando i pali e portandoci a più sei 28 – 22 a cinque minuti dalla fine. Non è una partita è un parto, gemellare. Sì perché gli ospiti copiano quanto fatto magistralmente dal nostro Ange praticamente alla fine. Buco clamoroso della difesa che Neville usa per arrivare tranquillamente in meta. 28 – 27 a tempo scaduto che gela il Franchi, Firenze e tutta la penisola ovale.
In realtà è partito il valzer delle imprecazioni, delle invocazioni divine, credenti ed atei uniti in un unico afflato, soprattutto quando Donaldson sistema l’ovale per quello che potrebbe essere il più crudele dei finali. Che faccio, guardo o non guardo? Non riesco a staccare gli occhi dal calzino del giocatore di fronte a me. Se segna noi perdiamo. Se sbaglia noi abbiamo fatto la storia.
Ho smesso di respirare. Eh no cazzarola, tanta fatica per niente no eh!
Io non so giocare a scacchi, ma so che chi sbaglia per ultimo perde, un po’ come nel rugby. Il povero australiano lancia la palla in calcio d’angolo, il Franchi esplode di gioia. Le mie coronarie esplodono e basta. Domani avrò un mal di testa feroce.
E chi se ne frega.

Man of the match Gianmarco Lucchesi
Marcatori: PT 1’ cp Allan (3-0); 5’ cp Lalosio (3-3); 18’ m. Bruno, t. Allan (10-3); 25’ m. Capuozzo, t. Allan (17-3); 31’ m. Wright, nt (17-8). ST 43’ m. McReight, t. Lalosio (17-15); 52’ cp Allan; 64’ m. Capuozzo, nt (25-15); 67’ m. Robertson, t. Lalosio (25-22); 74’ cp Padovani (28-22); 80’ m. Neville, nt (28-27).
Considerazioni a margine.
Bravi ragazzi, lascio le analisi tecniche ai soliti, io ho sempre guardato altro. Questa vittoria è per tutti i ragazzi in campo e per tutti quelli che erano lì con gli occhi lucidi, senza fiato ma stavano saltando.
L’Artemio Franchi porta bene, ma fa schifo. Ha una struttura obsoleta, non so come sia possibile che nel 2022 ancora esistano strutture così scomode, brutte, fatiscenti ed anche poco agibili. L’organizzazione logista all’interno dello stadio era piuttosto pessima, ma do la colpa alla struttura del Franchi ed al fatto che questa partita sia stata gestita come se fosse calcio, invece era come se fosse antani. Per le prossime volte, date retta ad una bischera, il rugby ha dei difetti, ma non quello di avere tifosi indisciplinati, per le prossime partite mettete una security più rilassata.
I tappini delle bottiglie non sono armi di distruzione di massa.
Per il resto sono stata felice di rivedere un bel rugby che fa felice tante persone. Mi spiace che questa vittoria sia celerata con superficialità dalla stampa sportiva italiana che chiama Capuozzo Andy (vedi il Corriere), che mette un misero trafiletto dopo le vicissitudini erotiche di Kokorin (la solita Gazzetta dello Sport), ma d’altronde se neanche la vittoria di un mondiale è stata considerata importante non mi stupisco.
Alla prossima
“Voglio che gli italiani giochino a rugby come guidano: senza paura, aggressivi e assolutamente imprevedibili.” (John Kirwan)
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


