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17 Gennaio, non solo Blue Monday

17 Gennaio, non solo Blue Monday

Giulia Mastromartino

Ieri era il terzo lunedì del primo mese dell’anno. E qualcuno nel mondo ha deciso che il terzo lunedì di gennaio sia il cosiddetto Blue Monday, ovvero il lunedì più triste dell’anno. Come se il lunedì normalmente fosse un giorno leggiadro, divertente e pieno di letizia, Vasco Rossi sono decenni che ci canta i giramento di cabbasisi imperante nel primo giorno della settimana. Vabbè.

Questa mesta ricorrenza, ovviamente nata nel mondo anglosassone, è evidentemente frutto di una mente disturbata. Sì dai solo una mente disturbata può pensare che ci sia un giorno più triste di altri.

Pensiamoci un attimo. Il giorno, le 24 ore, è il periodo di tempo che occorre alla Terra per fare il giro su sé stessa. Ora, io mi immagino la Terra che stamattina si è svegliata col giramento di maroni e la voglia di tornare a letto, suona la sveglia la schiacci e torni a dormire, oppure vuoi prenderti ferie, e invece nonostante questo si è messa lo stesso di buzzo buono a fare il suo giro.

Magari aveva voglia di stare sdraiata in spiaggia mangiando un gelato e bevendo un mojito, invece no, si è messa a frullare lo stesso perché altrimenti ciao vita sul pianeta. Già che c’è la pandemia in atto vediamo di non estinguerci per sciopero terrestre.

Ecco in tutta questa profusione di buona volontà noi che pensiamo bene di fare? Le ricordiamo che oggi è il giorno più triste dell’anno.

Poi uno si domanda come mai è esploso un vulcano in mezzo all’oceano Pacifico. Fate voi, ti svegli girata di palle, con un esercito di cloni di tua suocera che ti ricorda che oggi è la giornata più triste dell’anno, e giù le battute le risate, i meme. Che poi vero, oggi è triste, invece questi ultimi due anni? Felici come Alfredo Germont quando gli muore l’amata Violetta tra le braccia alla fine della Traviata.

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Insomma, non è il Hunga-Tonga Hunga-Ha’apai che si è svegliato dalle profondità marine, ma la cara Gaia (il nome della Terra), che ha manifestato il suo dissenso nei confronti di questa giornata.

Per fortuna a placare le ire funeste del nostro amato pianeta c’è la seconda, questa sì meravigliosa, ricorrenza di oggi. Il 17 gennaio, infatti, è il world pizza day, ovvero la giornata mondiale della pizza. Ecco per questo io proporrei una festività nazionale e possibilmente un DOCG con tanto di disciplinare di produzione (come per il Brunello di Montalcino), che imponga il carcere a chi ci mette roba strana, tipo l’ananas.

E voi anglosassoni, anglofoni e storditi vari che state replicando sulla bontà di quell’abominio, non lo dite a me, se avete coraggio andate a Napoli, in via dei Tribunali da Sorbillo. Ecco entrate lì e chiedete una pizza con l’ananas al piazzaiolo. Voi fatelo, poi io vi vengo a trovare alla bellissima chiesa che sta lì vicino, quella delle Anime del Purgatorio, mentre mangio una margherita. KTM.

La follia, quella sana, non curatela. Alimentatela.” [Anonimo]

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