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La magia delle parrucchiere

La magia delle parrucchiere

Giulia Mastromartino
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Ogni genitore ha la propria dotazione di fabbrica, composta da vari elementi, alcuni comuni tra molti. Ci sono gli immancabili: hai mangiato? Vai piano, te la sei messa la canottiera? Poi a seconda del modello di figlio, ogni genitore riceve la propria personalizzazione.

Quella di mia mamma è “Giulia pettinati!”

Questo ha generato due dubbi fondamentali, il primo era sul nome ‘Piacere Giulia Pettinati Mastromartino’, il secondo ‘Sono stata adottata?’ Perché io ho i capelli ricci. Molti capelli e molti ricci. Cosa che mia madre, evidentemente, ignora. Quindi o si è bevuta il cervello col parto, oppure voleva una figlia coi capelli lisci e le hanno appioppato me.

Poi, invece, ho scoperto la verità. Mia mamma sui capelli ricci non ci capisce nulla. Sicché ho smesso di ascoltarla cosa che l’ha costretta a cambiare mood passando così ad un “Quando vai dalla parrucchiera?”

Già la parrucchiera. Chi ha i capelli ricci, secondo me, ha una maledizione addosso peggio della Bella Addormentata con l’arcolaio. Ti pungerai un dito e cadrai in un sonno profondo. No, noi dal capello riccio siamo state condannate ad attraversare praterie di capellai pazzi che hanno trattato le nostre chiome attorcigliate alla stregua delle lunghe criniere lisce e setosa.

Col risultato, nel mio caso, di litigi furibondi, perché IO ODIO QUANDO MI TOCCANO E MI TIRANO I CAPELLI. Quindi per un po’ di tempo, andare dal parrucchiere è stato un supplizio. Ovviamente il karma ci ha messo la sua con le mode imbarazzanti degli anni 90, permanenti e frange. ‘Che culo te. Non devi farti la permanente hai già i riccioli.’

‘Sì, ma se mi faccio la frangia io, sembro la cugina scema di Candy Candy, senza manco quel gran fico di Terence.”

E passando per i colpi di sole fatti tenendo in testa uno scolapasta di silicone mentre un parruccaio pazzo tirava fuori le ciocche con un uncinetto, giuro è tutto vero, sono finalmente arrivata alle mie bravissime, ma soprattutto sante parrucchiere.

Francesca e Sabrina.

Bravissime perché si prendono cura di tutta la chioma, se le mie inquiline mentali sono difficili da gestire, i miei capelli lo sono di più. Sante subito perché io arrivo in negozio da loro conciata peggio degli Zombie di Romero e senza manco l’Oscar e ne esco che sono più bella di Elsa di Frozen. Insomma, accudiscono la mia testa fuori e dentro.

Come quella volta che mi ero presa un pomeriggio libero per l’operazione completa, taglio e colore. Galvanizzata di aver azzeccato anche la giusta organizzazione personale, prima palestra poi parrucchiera. Cosa ridete inquiline? Mica è facile per chi è nata bionda ricordarsi che è meglio non sudare come la Sindone dopo la messa in piega?

Non interrompetemi, dicevo, esco dall’ufficio tutta soddisfatta, mi dirigo in negozio, se non che durante il tragitto, una qualche divinità decide di bissare il diluvio universale. E io che non sono Noè, mi sono trovata costretta ad arrivare a stile libero dalle due succitate sante.

Il guaio è che ci sono arrivata senza ombrello cioè la versione 2.0 di una pozzanghera.

Francesca, la titolare, pragmatica e concreta, non ha battuto ciglio. Mi è venuta incontro, mi ha fatto accomodare da una parte, e camice in mano, senza dubbio, senza inganno, meglio di Silvan, ha scambiato i miei vestiti inzuppati con la vestaglina asciutta. Mi ha spedita in bagno dove mi sono messa i pantaloni della palestra, ed ha infilato i miei abiti dentro il casco ad asciugare.

“Tanto i capelli te li laviamo noi, se ti fa freddo prendi il phon.”

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Ma non è finita qui. Perché le due creature ti stupiscono senza effetti speciali, se fissi all’ora di pranzo, puoi anche portarti il cibo e degustartelo comodamente lì e per finire organizzano anche dei meravigliosi aperitivi.

La cena no, ognuno a casa sua. E che volete pure l’ammazzacaffè?

Ecco il tutto mentre Sabrina ti colora e Francesca ti sistema il taglio.

Che poi finisce così: il taglio mi dura un’eternità, sicché Sabrina si diverte coi colori e Francesca me li asciuga. Perché oltre ad avere le forbici magiche, è l’unica parrucchiera dai capelli lisci che sa asciugare i capelli ricci.

Perché Sabrina è riccioluta come me e se sbaglia la cazzia. Anche se è la titolare. Ma questo ve lo racconterò la prossima volta.

Nel frattempo mi coccolo le mie parucchiere.

Le cose più belle della vita o sono immorali, o sono illegali, o fanno ingrassare.” [George Bernard Shaw]

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