Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Ieri sera [19 settembre A.D. 2021] si è disputata la finale del CEV Campionato Europeo di Volley maschile. In campo Slovenia contro Italia.
A guidare la nostra nazionale Ferdinando Fefè De Giorgi, palleggiatore della Generazione dei Fenomeni di Julio Velasco che negli anni 90 trasformò la pallavolo italiana.
Fefè raccoglie un gruppo demolito nel morale dopo la cocente eliminazione delle Olimpiadi, privo di Ivan Zaytzev, Max Colaci e Osmani Jantorena, per il quale io e il mio condominio siamo ancora in lutto.
C’è da ricostruire tutto, ma il nostro buon allenatore non se ne cruccia e, come nella più nota trasmissione, si tiene il pacco e va avanti.
Inizia il torneo ed io, come sempre in caso di volley, mi metto a guardare. A parte Giannelli, quant’è fatto bello! Era bello anche prima, sì ma ora di più. Condominio posso continuare? Dicevo, tranne Giannelli, capitano, ed Anzani, gli altri sono praticamente tutti esordienti. Sì, Balaso era già nel gruppo, ma non da titolare, inoltre l’età meda è di quasi 23 anni. Ripeto, quasi 23 anni. Il nostro uomo migliore ne ha 19, chiamarlo uomo mi fa un po’impressione.

Comunque, proprio grazie all’età, questi iniziano a giocare con la sfrontatezza e la leggerezza di chi è lì per divertirsi. Che poi è così che dovrebbe essere lo sport, sì finché sei in prima media, primo quadrimestre, che già nel secondo è scattata la competizione con le altre classi. Zitte voi. Questi macinano punti e vittorie come la Beppina macina il caffè. Ed esattamente come quel caffè, anche questa miscela è esplosiva. I ragazzi sono affiatati, precisi, innovativi [vedi il palleggio sopra muro] ed efficaci. Micidiali, sempre. Passano il girone primi, senza perdere un incontro.
Concedono qualche set sì, ma diamine, facciamoli rifiatare ogni tanto. Sì, almeno loro perché noi tutte le partite le abbiamo fatte in apnea.
Ottavi di finale, salutiamo la Lettonia con un 3-0. Quarti di finale, c’è la Germania di Andrea Giani, adesso cortesemente, vogliamo smettere con questi allenatori italiani all’estero che poi un po’ mi dispiace se perdono? È un problema tuo, fa parte del gioco. Grazie inquiline. Italia Germania 3-0, seguita in parte in treno, mentre andavo a Milano, urlando in silenzio, e col mio solito aplomb contenuto, con buona pace del meraviglioso Andrea e si va in semifinale dove ci aspetta la nostra bestia nera, la Serbia. Ma non l’avevamo già battuta? No, quelle sono le ragazze, su fate attenzione. Ma i ragazzi? Quella era la nazionale di basket. Condominio silenzio. Dicevo, arriva la corazzata serba. E con loro non scherzi, primo perché sono sempre col dente avvelenato, secondo perché giocano, o hanno giocato in Italia, sicché ci conoscono molto bene. Gioventù ed incoscienza da una parte (la nostra), contro esperienza e maturità dall’altra. Nel dubbio io tiro fuori ansiolitici, fazzoletti e crema Novi. Vorrei del vino ma con l’ansiolitico dà strani effetti collaterali. Quindi ingrasserò, pazienza.
Pronti partenza via, i nostri ragazzi partono bene, molto bene. Primi due set nostri, combattuti ma portati a casa. Ma al terzo set, scivoliamo, forse un calo di tensione, una buccia di banana, forse un momento di debolezza e la Serbia affonda il colpo e torna sotto, mentre io affondo il cucchiaino nella crema di nocciola. Sarà il caso prenda anche il vino? Le mie inquiline alcoliste urlano di sì, ma aspettiamo. Quarto set, De Giorgi suona la carica ai suoi che si ricordano di essere carpentieri ed iniziano a tirare su muri meglio di aziende edile. Bata, Poke e compagnia bella si devono arrendere ai nostri Michieletto, Lavia, Galassi, Anzani, Pinali, con Giannelli che distribuisce palloni perfetti come Giotto e Balaso in ricezione salutiamo la Serbia e timbriamo il cartellino per la finale.

E chi ci sarà in finale insieme a noi? La Slovenia, che ha asfaltato i super favoriti, nonché padroni di casa della Polonia.
Vabbè ma noi la Slovenia l’abbiamo già battuta nel girone 3-0, appunto, nel frattempo questi sono cresciuti tanto da fermare la corazzata biancorossa di casa, due volte campione del mondo. Mica pizza e fichi.
Ecco per la finale sarà decisivo il supporto alcolico.
E veniamo così alla serata di ieri. Oro 20,30, diretta su Rai3 e Dazn, rigorosamente sintonizzati entrambi sai mai che qualcuno dei due possa perdere il segnale. Siamo alcolizzate e superstiziose noi.
Pronti partenza via e la Slovenia ci dimostra che non è lì a caso e che dovremo sudare le famose sette camicie. I ragazzi sembrano tesi, e vorrei vedere va bene la gioventù ma mica sono deficienti? Lo sanno dove sono, poi siamo tese noi, figurati loro. No, noi siamo già alticce. Le inquiline del terzo piano hanno aperto la cantina condominiale.
Insomma, troppe battute sbagliate e troppe volte sprecisi, il buon Ale Michieletto sembra non riuscire ad ingranare, JJ Galassi non centra i suoi soliti punti, ma soprattutto loro micidiali nei primi tempi, ci sforacchiano come un groviera. Primo set Slovenia 25 – 22.
Io rischio di bruciare la cena, prima, poi il fidanzato chiude tutte le finestre per non traumatizzare i vicini di casa con le urla,
Secondo set, ci ricordiamo chi siamo e che sappiamo giocare. I ragazzi prendono fiducia, mettono giù palle pesanti, blocchiamo qualche attacco e ci prendiamo il secondo set. Uno a uno e palla al centro.
La maledizione del terzo set si abbatte ancora sulla compagine azzurra e torniamo sotto.
Recuperiamo nel quarto set grazie anche all’inserimento dalla panchina di Ricci, Romanò, Recine dj e Piccinelli che mi si butta su tutti i palloni così a freddo. Che io mi rompo a prendere la pasta nel ripiano più alto e lui ruzzola sul campo e si rialza come se niente fosse.
Yuri Romanò, che fino all’anno scorso giocava in A2, fa impazzire la difesa slovena ed anche le mie inquiline del quarto piano. Domani avrò un mal di testa micidiale.
Sale il tifo, degli italiani, sale il tifo degli sloveni, sale l’urlo dei ragazzi, a me sale l’ansia.
Tie break.
La combo Romanò in attacco, Lavia e Michieletto in battuta che inanellano ace piega le braccia e le speranze ai ragazzi di Giuliani (altro coach italiano, per dire) mentre il pubblico del Palazzetto canta VOLARE. Cioè i polacchi cantano volare e fanno un tifo assassino per l’Italia. Io piango ve lo dico.
No, non piango perché muoio prima, esattamente quando sul 10 – 14 per l’Italia, l’arbitro ci fischia un’invasione contro, De Giorgi chiede il challenge, non ce lo danno, Fefè impreca, io e il mio condominio invochiamo tutte e divinità che conosciamo, Slovenia in battuta.

Fuori.
Italia campione d’Europa, anche oggi.
Vola di tutto.
Johnny prova a ricordarmi che è quasi mezzanotte, domani qualcuno lavora, qualcuno va a scuola, ma non lo sento. Anche perché mi stanno defibrillando.
Che spettacolo ragazzi.
Uno spettacolo talmente bello da tenere 3.400.000 telespettatori inchiodati lì.
Talmente bello che i giornali di sport come Il Corriere dello Sport ha sbagliato le foto, mettendo Podrascianin (nazionale serbo) o come la Gazzetta che ne ha parlato a pagina 51. Poi una non si deve incazzare.
Ma quale sport e sport? Questi se conoscono la briscola è un miracolo. Scrivono due righe e mezzo, una volta l’anno, di qualcosa che non sia calcio, e le sbagliano pure. Sentite facciamo così, la prossima volta ve le scrivo io. Non sono giornalista, e magari non sono perfetta, ma almeno le facce dei nostri le riconosco anche da ubriaca.
“Non voglio andare in Paradiso, nessuno dei miei amici abita lì.” [Oscar Wilde]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


