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Irlanda Italia Under20

Irlanda Italia Under20

Giulia Mastromartino

Una meravigliosa Italia tiene testa ai campioni in carica regalandoci 80 minuti intensi. Una mischia dominante ed un gioco a tratti dirompente ed esaltante purtroppo non sono bastati a farci uscire con il bottino pieno ma per i padroni di casa è stata una serata tutt’altro che semplice. I ragazzi di Brunello si dimostrano un avversario più che all’altezza e fa vedere loro i sorci verdi. Perché la moda è roba nostra ed abbia o il nostro stile.
se non si è capito, io e tutto il mio condominio mentale, siamo ancora esaltatissime. Prendo uno Canada e vi racconto tutto.
Nella settimana sanremese, nella serata delle cover e dei duetti i mostri ragazzi dell’Under20 si avviano in quel di Cork per affrontare i campioni in carica.

Pronti partenza via e sono i padroni di casa a muovere per primi il tabellino col piede di Murphy per continuare col solito, logorante gioco irlandese ed io inizio le invocazioni intonando i Santi Francesi

Credit FIR

I nostri ragazzi soffrono le multifasi e gli avanzamenti. Siamo fallosi, subiamo il predominio dell’orda verde. Altro fallo della difesa azzurra, il mio condominio mentale imbraccia i forconi, gli irlandesi scelgono la rimessa ed i nostri sono bravissimi a tarpargli le ali, prima riprendiamo il possesso e poi dominiamo la mischia. Piglia e porta a casa. Buone che questi sono già a casa. E infatti di lì a poco ci castigano con O’Connell che arriva in meta non so come. 

Credit FIR

Io apro il frigo per prendere coraggio liquido, mentre i ragazzi prendono il coraggio a quattro mani e rispondono con un’altra gran prova in mischia, poi Pucciariello ci regala un delizioso servizio per Scalabrin versione road runner, che inizia a correre, mentre le mie inquiline mentali urlano run throught the hills, run for your life, e deposita la palla oltre la linea. Martino trasforma e siamo 10 – 7. Respiriamo.

No, perché i tutti verdi ripartono con il loro gioco snervante, io non li sopporto ve lo dico, ed ho ragione perché arrivano nuovamente in meta con O’Connor. Certo a cognomi sono monotoni però. Buone inquiline. Murphy non trasforma e siamo 15 – 7.

Svarione clamoroso dei padroni di casa sulla ripresa del gioco, che vanno a farfalle, e nello stordimento celtico, piomba come un rapace, ancora Marco Scalabrin che si avventa sull’ovale, rimette il turbo, entra in modalità Queen don’t stop me now ed arriva ancora in meta pesticciando O’ConnorPucciariello trasforma da posizione non facile e siamo 15 – 14. Abbiamo fatto amicizia col terreno di gioco, siamo più confidenti e sfrontati e riusciamo ad introdurci nelle retrovie avversarie. CasilioElettri e Belloni sono una vera spina nel fianco irlandese che è costretta al fallo. Martino dalla piazzola centra i pali e ci porta in vantaggio per la prima volta 15 – 17.

(Photo by Charles McQuillan – Federugby/Federugby via Getty Images)

Ma anche O’Connel e compagni non sono proprio dei simpaticoni e, soprattutto, no ci stanno a cedere la mano così facilmente, facilmente lo dici te ci stanno facendo puntare l’anima e, sul finire del primo tempo, convincono anche l’arbitro a darci un giallo. Fuori Zucconi per dieci minuti. Perfetto, siamo uno in meno.

Perfetto sì, perché coltello tra i denti e con Umberto Tozzi sul palco, difendiamo a testa bassa e senza falli. Vedo l’Irlanda andare in rimessa, mi tremano le ginocchia, ma solo a me per fortuna, quelle dei nostri ragazzi sono più che solide e rimandano al mittente l’assalto. Fine primo tempo.

Credit FIR

Dam, badadan, badadan, badadanbambambambam. Non arriverò mai alla fine.

Anche perché si riprende il gioco sempre con uno in meno, ma la partenza dei nostri ragazzi è veramente buona, faccio in tempo a dirlo che un non ben identificato irlandese intercetta l’ovale e parte a razzo in direzione meta. Ma Belloni e santo Scalabrin lo rincorrono, lo raggiungono e lo bloccano. A me si blocca il respiro, ho un condominio mentale in delirio e voglio bere. Datemi da bere. Al termine di questo Sei Nazioni avrò bisogno degli alcolisti anonimi. Ma quale anonimato, lo sanno tutti che bevi. Grazie inquiline.

Durante l’ennesimo litigio mentale, i padroni di casa continuano a subire la nostra mischia, perdono il pallone in avanti, si salvano non so come da un intercetto di Elettri, guadagnano un fallo e vanno per i pali, Murphy piazza e tornano avanti 18 – 17. Più culo che anima. Condomine, insomma, non si dice. No, no, si dice. 

Si dice anche che i nostri ragazzi non abbiano intenzione di mollare e continuino a macinare gioco come la Beppina macinava caffè. E chi è il macinatore stasera? Il solito Marco Scalabrin che si esibisce in un assolo dopo la performance del duetto Belloni – Elettriche costruiscono un’azione da manuale, il nostro porta letteralmente a spasso mezza squadra irlandese, l’altra metà li archivia come Bud Spencer in Bulldozzer e serve Gritti jr con un perfetto sottomano, la palla del 18 – 22. E buonissimo compleanno Piero.

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Credit FIR

Galeotto fu il finale, che vede la panchina irlandese salvare la faccia (faccia da Q, inquiline vi incendio), alla compagine campione in carica. Gavin apre su Edogbo che ha due razzi nelle gambe, bravissimo ad infilarsi in un corridoio, come il grissino nel tonno, e ad arrivare in meta. Nessuna trasformazione ed il punteggio si fissa sul 23 – 22.

I minuti finali vedono il solito predominio italiano in mischia ed il solito Qlo irlandese che fa scaraventare l’ovale in tribuna allo scadere.

Rabbia, rammarico ed immenso dispiacere, ma tantissimo orgoglio per questi ragazzi che ci hanno regalato una prova di intelligenza, bravura, capacità e tantissimo cuore. 

E a tutti quelli che borbottano di drop, dedico un Califano DOCG ‘Tutto il resto è noia, non ho detto gioia, ma noia, noia, noia.’

Ovviamente. Il MOM è andato a qualcun altro, ma per quel che vale, il migliore in campo è stato Marco Scalabrin e se i tutti verdi fossero decenti lo avrebbero premiato.

Credit Six Nations

Marcatori: PT 4’ c.p. Murphy (3-0); 21’ m. O’Connell, t. Murphy (10-0); 24’ m. Scalabrin, t. Pucciariello (10-7); 29’ m. O’Connor, n.t. (15-7); 30’ m. Scalabrin, t. Pucciariello (15-14); 35’ c.p. Pucciariello (15-17). ST 61’ c.p. Murphy (18-17); 66’ m. Gritti, n.t. (18-22); 74’ m. Odogbo, n.t. (23-22)

Ti diranno parole rosse come il sangue, nere come la notte. Ma non è vero, ragazzo, che la ragione sta sempre col più forte ” [Roberto Vecchioni]

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