Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…

La terza giornata di sei nazioni Under20 e maggiore ci vede contrapposti all’Irlanda.
Allora, prima di tutto, se giochiamo con l’Under20 di venerdì sera, non mi potete mettere la Maggiore sabato alle tre perché non mi ripiglio. Se poi ci aggiungete anche che è il fine settimana del compleanno di Johnny e di mia mamma e della finale di coppa Italia di pallavolo, capite bene che il mio unico neurone sano rischia di schiantare.
Detto questo, vediamo cos’è successo.
Venerdì sera, in una Treviso umida, ma sempre calorosa con gli Azzurri, un’Italia tutta cuore ha dato anima e corpo nel primo match contro gli irlandesi. Primo tempo davvero troppo sotto tono per i nostri ragazzi che faticano tanto a mantenere il ritmo imposto dagli ospiti i quali vanno in meta tre volte. Bella la reazione di Quattrini (una meta per lui nella prima frazione) e compagni che però regalano due calci piazzati, Prendergast non perdona e si va negli spogliatoi sul punteggio di 8 – 27. Io rischio di fare impazzire le chiare del dolce.

Il XV azzurro che torna in campo nella seconda frazione è molto più agguerrito e così che si guadagnano un paio di vantaggi e, sull’ennesimo fallo irlandese, Botturi schiaccia oltre la linea, Sante trasforma e siamo 15 – 27. Riesco a salvare il dolce. Però siccome gli irlandesi, sono bravi, ma anche parecchio permalosi, rispondono prontamente con una serie di fasi e touche che si concludono con Clooney in meta ed il solito Prendergast che trasforma. Noiosi 15 – 34.
Ma come ho detto i nostri ragazzi sono agguerriti ed eccezionalmente capaci di restare in partita, tanto che, spinti dall’urlo del pubblico si mettono in moto. Cioè Bozzoni accende le gambe e corre lasciando dietro gli avversari, seguito a ruota da un fantastico Carlino Mey che arriva come un treno, riceve palla, saluta tutti di schiaccia alla bandierina. Sante ha sbloccato il piede, piazza la palla e siamo 22 – 34. Devo bere. L’Irlanda reagisce costringendoci al fallo, che il solito Prendergast trasforma. Ma i ragazzi di coach Brunello non mollano e, al minuto 70, sul breakdown, come dicono quelli bravi, Nicholas Gasperini segna la meta di bonus che Brisighella non trasforma 27 – 37.

Il finale vede i soliti permalosi dalle maglie verdi andare in meta con Telfer, Prendergast, manca a dirlo, trasforma e L a partita termina 27 – 44. Domani avrò un’emicrania pazzesca.
Io sono estremamente di parte, lo ammetto, perché sono profondamente innamorata della nostra Under20, quindi non riesco a fare un’analisi sufficientemente lucida. Lascio, quindi, la parola a coach Brunello ed a Carlo Mey che, per me stasera, è stato gigante. Sì, l’ho scritto pensando alla voce di Piero pelù.
“Giocare contro un avversario di questo spessore presuppone un livello di attenzione massimale in ogni fase della partita, e questa sera noi per tutto il primo tempo siamo stati al di sotto di ciò che questa partita richiedeva, regalando almeno 15 punti ad una squadra che non ha nessun bisogno di regali”. Prosegue il c.t. degli Azzurrini: “Nel secondo tempo siamo rientrati col piglio giusto, cattivi in difesa, più efficaci in attacco, mettendo in campo uno spirito di combattimento che lo stadio ha saputo cogliere ed apprezzare, e che alla fine ci ha fatto uscire a testa alta. I dati elaborati dalle statistiche live nel corso del match ci stavano dimostrando minuto per minuto che non c’erano grosse differenze su possesso e territorio, anzi, un sostanziale equilibrio, solo che loro ogni volta che entravano nei nostri 22 portavano a casa punti, noi no. Complimenti all’Irlanda, e complimenti al loro regista, un giocatore come Prendergast fa la differenza ed il suo modo di leggere la partita quando stavamo risalendo nel punteggio quella differenza l’ha fatta tutta”.
“Siamo rientrati in partita troppo tardi, contro una squadra che sa giocare a rugby e che non ci ha fatto sconti di nessun tipo”, racconta Carlo Mey, tornato a giocare estremo sul prato di Monigo. “Personalmente è stata una partita difficile, col suo gioco al piede e con la gestione degli attacchi il loro mediano di apertura mi ha costretto a correre molto, ad un certo punto nel primo tempo stavo facendo davvero fatica. Poi nel secondo tempo abbiamo saputo reagire, giocando la nostra partita alla pari, ma contro Galles e Scozia dobbiamo fare tesoro di quello che è successo stasera, evitando di lasciare così tanto gioco in mano agli avversari perché a questi livelli se si vuole vincere non è proprio consentito”.
Marcatori: PT 3’ m. Gleeson, t. Prendergast (0-7); 13’ m. Quattrini, n.t. (5-12); 15’ m. Gunne, t. Prendergast (5-14); 20’ c.p. Prendergast (5-17); 24’ c.p. Sante (8-17); 29’ m. Mcnabey, t. Prendergast (8-24); 40’ c.p. Prendergast (8-27). ST 46’ m. Botturi, t. Sante (15-27); m. Cooney, t. Prendergast (15-34); 58’ m. Mey, t. Sante (22-34); 70’ m. Gasperini, n.t. (27-37); 78’ Telfer, t. Prendergast (27-44)
A Roma, la nazionale maggiore accarezza il sogno dell’impresa eccezionale e vi confesso che per un attimo ho sognato anch’io di poter battere i primi del ranking. Poi il mio condominio mentale è partito con Achille Lauro a cantare ‘Ci son cascato di nuovo.’ Perché il rugby è bello ma spietato, esattamente come il XV vestito di verde che oggi calcava il prato dell’Olimpico.

Squadra cinica, concreta ed efficace che nella sua massima crudeltà ci ha tolto un meritato punto di bonus.
Sono gli ospiti a muovere per primi il tabellino con Lowe che va in meta due volte nei primi due minuti. La prima viene annullata ma la seconda è validissima. Noi come la Lube Civitanova (campione in carica del campionato italiano di pallavolo), se non si parte in svantaggio non siamo contenti. E così a sbrogliare la matassa ci pensa la coppia Lorenzo – Lorenzo ovvero Cannone e Varney (che fa Lorenzo di secondo nome). Il primo abbatte un paio di irlandesi con una carica alla Bud Spencer, il secondo finalizza l’azione, schiacciando in meta per il 7 – 5. Fischiamo la fine grazie. Ah no? Ohiohi.

Anche la nazionale maggiore, come l’Under20 è permalosa, forse anche di più, e così alla coppia Cannone – Varney risponde il trio Hansen-Aki-Keenan, con quest’ultimo che segna, Byrne trasforma e siamo 7 – 12. Che ansia. Non si può fare niente che questi subito rispondono. Capuozzo apre per Menoncello che corre sulla fascia, supera con un calcio Keenan ma viene speronato da non so chi. Bravi siete bravi, ma state calmini. Capitan Lamaro dice pali, Paolino Garbisi, al rientro, piazza la palla 10 – 12. Puntuale come la tranvia arriva la risposta irlandese, Lowe intercetta l’ovale, serve Aki che non sbaglia, Byrne trasforma e porta i suoi 19 – 10. Maremma ovale.
Che poi oltre ad essere, bravi e primi, menano pure come fabbri. Ci sono degli impatti feroci, l’arbitro che pascola in campo, non si fa sentire così ci pensano la mie inquiline mentali a rumoreggiare. La quarta meta ospite arriva, così, al minuto 36 dopo l’ennesimo multifase, il solito Keenan serve Hansen che deve solo schiacciare. Ed è qui che ho dimenticato la dura legge della palla ovale. Sì perché mentre imprecavo in celtico, in onore degli ospiti, questi peccano di arroganza, Aki versione NBA fa un no-look, Pierre Bruno in agguato come una poiana intercetta la palla, parte a razzo tipo Speedy Gonzales, punta il centro dei pali e ci schiaccia la palla. La prima frazione si chiude 17 – 24.

Secondo tempo, Irlanda sempre dominante ma noi ci stream a coorte e difendiamo alla morte. Chiudo il momento patriottico spiegando perché ho segnato. Nel bailamme di inizio secondo tempo, ci guadagniamo una punizione che ci porta 20 – 24. Capito? Quattro punti in meno dei primi della classe. Che infatti, appena quel tardivo di arbitro fischia fallo italiano, vanno per i pali. Sì, ho insultato l’arbitro per la secondo volta. E se Ruzza avesse agguantato il calcio di Brex (non so come, Fede non è colpa tua mica sei Superman che voli), avremmo anche pareggiato.
Ma come ho detto prima il rugby è spietato e chi sbaglia meno vince. E l’Irlanda ha sbagliato meno e capitalizzato di più ed è andata in meta con Hansen che ci ha pure tolto il punto di bonus.
Potrei chiudere inveendo contro l’arbitro, Odino e tutto il Valallha, ma non sarebbe giusto nei confronti dei nostri ragazzi e del coach Crowley che stanno facendo un lavoro egregio. È la terza partita in cui giochiamo meglio il secondo tempo del primo, non subiamo l’avversario e riusciamo a restare sul pezzo.
Sicché un applauso a tutti noi, perché ce lo meritiamo, leggere i complimenti degli irlandesi, il tifo dei francesi per noi e qualche imprecazione degli inglesi (ovviamente contro l’Irlanda), son soddisfazioni.
Marcatori: PT 3’ m. Ryan, n.t. (0-5); 8’. m. Varney, t. Garbisi (7-5); 13’ m. Keenan, t. Byrne (12-7); 18’ c.p. Garbisi (12-10); 20’ m. Aki, t. Byrne (10-19); 35’ m. Hansen, n.t. (10-24); 40’ m. Bruno, t. Garbisi (17-24). ST 56’ c.p. Garbisi (20-24 ); 65’ c.p. Byrne (20-27); 71’ m. Hansen, t. Byrne (20-34)
Voglio che gli italiani giochino a rugby come guidano: senza paura, aggressivi e assolutamente imprevedibili. [John Kirwan]
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