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Il senso del karma per le amicizie

Il senso del karma per le amicizie

Giulia Mastromartino

Tutti noi sappiamo quanto siano importanti e belle le amicizie nelle nostre vite. Salto a piè pari la descrizione di cosa sia un amico. No, io oggi vi racconterò il significato vero e concreto dell’amicizia.

Tra le mie amiche, la più vecchia, nel senso di quella che conosco da più tempo, si chiama Silvia, siamo coetanee, le nostre mamme erano colleghe (entrambe maestre).

Lei figlia unica schifosamente bella (magra, alta, occhi azzurri) e maledettamente in gamba. E quando sei intelligente, bella e capace di fare praticamente tutto, sei anche condannata a farlo bene. Perché se anche lo facessi normale, non andrebbe bene. Il castigo eterno dell’essere sempre eccellente. Roba che Dante Alighieri coi tuoi gironi infernali, scansati proprio. oltretutto dotata di un carattere pacifico e tranquillo che richiedeva il minimo sforzo gestionale ai genitori. Ovviamente.

Ma in questa storia ci sono altri due protagonisti importanti e parecchio bastardi. I nostri karma.

Sì, perché il suo non si è limitato a fornire questa povera creatura di tanto talento ed altrettante rotture di cabbasisi (per dirla alla Montalbano), un bagaglio karmico dal peso specifico del piombo. No! Le ha messo il carico da undici a pochi mesi di vita, quando le ha fatto incontrare la sua più grossa sfiga. Io.

E qui entra in scena il mio di karma. Inquiline è inutile che vi agitiate tanto Tom Ellis non ce l’ho.

Dicevo, arrivo io, col mio condominio mentale di pazzoidi, e corredata di fratello maggiore il quale, per farla sentire di famiglia, quando litigavamo picchiava anche lei, così, per par condicio. Io sono stata la prima persona che questa crista abbia incontrato in vita sua. Quando si dice la sfiga! Grazie inquiline.

Cioè non è che le hanno affiancato un surrogato di Margherita Hack, un riassunto di Frida Kalo o un estratto di Rita Levi Montalcini. No, io. L’antitesi di tutto quello che era lei. La cosa incredibile è che dopo quarantasette anni, prima di tutto siamo ancora vive e con le fedine penali pulite, ma soprattutto ci frequentiamo ancora e ci vogliamo anche un mondo di bene. No condomine, non è solo buona educazione, ci vogliamo bene davvero.

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Poi dicono cha i miracoli non esistono.

Insomma, con lei ho capito, tra le altre cose, che l’amicizia ti insegna ad essere grata.

Sì, perché nelle giornate di merda, quelle in cui maledico Odino e tutto il Valalla e odio tutti, mi ricordo che da 47 anni a questa parte, c’è una persona che mi ha vista coi fuseaux sintetici lucidi, le giacche con le spalline da giocatore di football, i capelli come Joey Tempest ma con mezzo metro di altezza in meno e la frangia e ancora mi parla. Una persona che conosce alla perfezione tutte le mie minchiate, e che senza alcun obbligo giuridico, né legame biologico mi vuole bene.

Ma soprattutto sono grata perché se io ho solo una giornata schifosa, le sue, con me e le mie occupanti abusive mentali, sono tutte potenzialmente un inferno senza quel gran bel pezzo di cornuto di Lucifer.

Non importa che sia amore o amicizia, frequentate chi aggiunge, non chi toglie.” [Anonimo]

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  • Maestrina essere meraviglioso con tutte le imperfezioni di racconti ! (Anzi di più !!) ed anche se ti rimettesti i fuseaux lucidi !!!

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