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Nicolo’

Nicolo’

Giulia Mastromartino

Chi è Nicolò? Il coprotagonista del mio racconto ‘Dai gioca con me‘ pubblicato su Wattpad.

Studente di 26 anni fresco di laurea, Nicolò Hollister, detto Nico, o Niko, parla tre lingue, sportivo, intelligente e con molti interessi. Uno fra tutti, anzi, il primo di tutti Rossella, consulente universitaria, che tiene alcuni seminari in facoltà. Lei 40 anni, lui 26. Ma la differenza di età sembra non esserci. Almeno per lui che resta estasiato dalla sua conoscenza.

Tutto il resto lo trovate qui. Adesso non vi dico altro, se non, buona lettura.

Devo fare veloce altrimenti farò tardi.

Oggi, poi, c’è anche il primo seminario. Voglio vedere com’è, magari può essermi utile. Poi ho fissato con Lorenzo, così dopo andiamo al corso di teatro.

Arrivo in tempo per fare le cose con calma, mi accomodo accanto al mio amico mentre altri studenti piano piano riempiono i posti. Però, ce n’è di gente oggi! Non è pieno, ma siamo abbastanza. Forse sono solo tutti curiosi come me che seguiranno questo seminario che è il primo, poi basta.

Il mio cellulare vibra. Tommy.

‘Che fai?’

‘Seguo un seminario. Te?’

‘Seminario? Che seminario? Ma non ti sei già laureato?’

‘Sono quattro seminari di approfondimento del mio corso.’

‘Ah, ok. Senti ci si becca dopo?’

‘Sì, ti scrivo quando esco. Ok?’

‘Ok’

Ecco la professoressa. È giovane, e pure carina.

“Ma non doveva esserci un uomo?” Chiede il mio amico

“Sì, ma all’ultimo ha abbandonato, così la Sartori ha dovuto trovare una sostituzione.”

“Ottima sostituzione direi. Guarda che culo.”

“Fava, siamo qui per ascoltare.”

“Lo so, dicevo solo che con quel culo lì ascolto più volentieri.”

“Fai cacare Lore.”

“Ohi ohi che palle, da quando hai studiato deontologia non si può più scherzare con te.”

Vorrei ribattere che non sono io palloso ma è lui che è sfigato, ma poi rischierei di essere troppo brutale e non è il momento giusto. Anche perché la professoressa inizia a parlare.

“Buongiorno sono la dottoressa Gessini, terrò con voi questi seminari di approfondimento per il corso della professoressa Sartori.” Ha anche una bella voce. Sento qualcuno mugugnare, alzo la mano per fare una domanda,

“Prego.” Tono gentile ma deciso. Mi piace.

 “E’ solo per i laureandi o anche per i già laureati?” Ha degli occhi di un marrone caldo, molto belli. Mi guarda ma non risponde, sembra pensarci.

“Io sono democratica, quindi è aperto a tutti.” Lorenzo ride. Che cazzo ridi sfigato?

“Grazie.” Mi accorgo di aver risposto quasi ringhiano, vorrei scusarmi ma lei continua.

“Dicevo che terrò questi seminari. Il corso non prevede libri di testo, gli argomenti che tratteremo li potrete approfondire con degli estratti di libri che vi indicherò di volta in volta. Poi se volete svaligiare una libreria fate pure.”

Qualcuno delle prime file ride. Cosa ci sarà di così comico? Sta parlando normalmente. Infatti, continua.

“Dovrebbe raggiungerci anche la vostra professoressa, appena riesco a capire dove sia, dato che non mi risponde. A meno che non sia scappata.” Devo riconoscerle che è ammaliante, semplice e spontanea con uno spiccato lato comico genuino, sarebbe perfetta al corso di improvvisazione teatrale.

Lorenzo alza la mano. Solo per farsi notare, vorrei dargli un pugno.

“Prego.”

“Mi scusi è previsto un test finale?” Lei sgrana gli occhi e un leggero rossore le colora le guance. Cazzo se sei bella.

“Beh, si ragazzi, ma ne parleremo più avanti tranquilli, vedrete sarà meno drammatico di quanto pensiate.” Non era prevista questa domanda vero Rossella? Vediamo come te la cavi con l’improvvisazione.

“Dottoressa di cosa?” Domando diretto.

“Come di cosa?” Sembra stupita.

“Lei si è presentata come dottoressa, ma in cosa?” La provoco.

“Hai ragione, chiunque tu sia. Scusate non mi sono presentata – dici sempre la verità, dottoressa? – Io sono una consulente. Quello che oggi si chiama counselor. Mi dovrei occupare di orientamento al lavoro, in realtà le mie consulenze spaziano un po’ in varie direzioni.”

Ma questa sua estrema sincerità provoca una marea di domande che le cadono addosso come pioggia battente. Devi imparare quantomeno a dissimulare Rossella.

“E cosa fa una consulente?”

“E che tipo di clientela ha?”

“Ma quindi ha studiato psicologia?”

“No, semmai economia.” Risponde qualcun altro.

La situazione sembra degenerare ma lei riesce a riprendere le redini della lezione e continua tranquillamente, con garbo, eleganza ma molta decisione. Mi piace.

Finita la lezione ce ne andiamo direzione teatro, il corso è finito e stiamo provando lo spettacolo. La cosa mi rende stranamente euforico, sul palco provo un ipotetico dialogo con Rossella. Come se ci conoscessimo da tempo.

“Bravo Nicco – esclama l’insegnante – mi piace questo personaggio e questo scambio di battute aveva molta energia.”

“Grazie Massi, mi sono ispirato ad un’insegnante che ho conosciuto in università. Una donna molto interessante.”

“Lavoraci su.”

Già…

Lavoraci. Ma come? Devo aspettare una settimana prima di rivederla. Non ha neanche un orario di ricevimento, come cazzo faccio?

“Cercala sui social, anche se è una professoressa avrà un profilo social da qualche parte?”

“Può darsi. Ora ci guardo.”

“Sì, e io mi cerco un altro da umiliare stasera alla play.”

“Ciao Tommy.”

“Ciao Nico.”

Tommy ha ragione, fammi vedere se la trovo. Scorro i social, trovo qualcuna che le somigli.

Eccola.

Scrivo il messaggio e vediamo se risponde.

‘Buonasera Dottoressa.’

Dai Rossella, rispondimi.

Buonasera Nicco?’’ Eccola.

Sì, piacere, Nicolò Hollister.’ Non sai quanto piacere.

Ti è piaciuta la lezione oggi?’

Sì, molto interessante, non avevo mai pensato alla reciprocità in quel modo lì.’ Non avevo mai visto una donna come te.

‘Grazie sei gentile.’  E tu sei la donna ideale per il mio pezzo.

‘Non è gentilezza, è verità. Se fosse stata noiosa me ne sarei andato, tanto la magistrale l’ho già conseguita.’

‘E ora che vuoi fare?’ Incassa il complimento con eleganza. Mi piaci sempre di più e adesso voglio anche di più.

‘La specializzazione, ma ancora non so se in Italia o fuori.’ Iniziamo con la verità.

Già, dal tuo cognome suppongo tu abbia parenti esteri.’

‘Non Le sfugge nulla dottoressa.’ Ho pronunciato la frase mentre la scrivevo, con un sorriso malizioso.

Eh no, sono una professionista.’ Non è un’allusione, ha messo quasi tutte le emoticon a disposizione

Bella professione la Sua, non mi dispiacerebbe.’ E neanche tu mi dispiaceresti.

Di tempo ne hai, se vuoi ne possiamo parlare per un orientamento, oddio scusa mi è partita la consulenza di default.’ In realtà mi hai fornito un assist perfetto.

Interessante, mi daresti una lezione privata?’ Non volevo ma il tu mi è partito in automatico. Ci sarei tutta la notte a parlare. Ma forse è troppo azzardato, ci mette un po’ di più a rispondere.

Sarebbe una consulenza, non sono una docente.’ Lo so che sei una consulente, ma io sarei disposto anche a pagare pur di stare ancora con te.

‘Dipende da quanto mi costa la consulenza. Però se accetti pagamenti in natura si può fare.’ Tutto pur di stare ancora un po’ insieme.

‘La prima consulenza è sempre gratuita. Tranquillo. Ed il pagamento in natura non è professionale.’ Mi scappa da ridere, io mi vedevo già da lei con un pancale di cibo, mentre lei starà pensando sicuramente al sesso. Però è bravissima a dissimulare.

‘Non sarà professionale ma è l’unico che posso assicurare.’ Però se vuoi altre cose, posso sacrificarmi volentieri.

Sono troppo grande per questi giochini. Nicolò.’ Perché senti il bisogno di ribadire il concetto? Hai forse paura?

‘Non sei troppo grande, hai paura.’ Vuoi scommettere?

Di chi, di te?’ Certo di me.

‘Esatto dottoressa, proprio di me. Del tuo gioco preferito.’ Questa frase forse è troppo ad effetto, ma mi è venuta spontanea.

‘Il mio gioco preferito? Ma non mi conosci neanche!’  Mi immagino i tuoi occhi scuri spalancati e bellissimi.

‘Infatti, dovremmo conoscerci meglio.’ Sto calcando troppo la mano, ma mi piace come mi risponde.

‘Quanti anni hai?’ Cosa c’entra?

’26 perché?’

‘Non ci sono ragazze della tua età con cui giocare?’ Stai scherzando? Nessuna è così stimolante.

‘Le ragazze della mia età non tengono seminari che durano due ore invece di 50 minuti.’  Poi sono piatte e monotone. Qui si vola Rossella.

‘Grazie del complimento, ma io ho un po’ più di esperienza rispetto a loro, così sei impietoso.’ No, sono realista.

‘Capirai quanta esperienza. Quanti anni hai?’

’40.’ Fammi vedere un documento! No, questo è troppo.

‘Allora doppi complimenti, non li dimostri affatto. Quando ci vediamo?’ Perché io starei con te tutta la notte, anche solo a parlare.

Il prossimo seminario ci sarà la prossima settimana.’ Ma io voglio vedere te.

‘Ma io voglio vedere te, domani che fai?’ Ribadiamo il concetto.

Ho appuntamento con la tua professoressa e, ovviamente lavoro.’ Direi perfetto.

‘Mi dai il tuo numero?’

‘No, dammi il tuo. Nicolò davvero è un po’ più complesso di come la pensi te.’ Io non sto pensando niente se non che non voglio smettere di parlare con te.

‘Sei sposata?’ Dimmi di no.

‘No.’ Evvaiiiii.

‘Hai il ragazzo?’ Idiota, non è mica la quindicenne col ragazzo.

‘Neanche.’ Sempre meglio.

‘Allora che problema c’è?’ Esci con me.

‘In questo momento sto tenendo dei seminari alla tua università, la tua professoressa è una delle mie migliori amiche, rischio di sputtanare la mia reputazione professionale faticosamente costruita negli anni. Può bastare?’

Ha ragione, ma cavolo, sei fenomenale. Ho voglia di vederti ancora e parlare io e te. E poi mi sono già laureato. Non è una cosa che riguarda l’università, ma noi.

‘Questi sono fatti nostri, non del resto del mondo. Dai ti mando il numero chiamami domani così ci vediamo.’ Perché ci vedremo.

‘Va bene, ma desso, per favore dormi.’

‘Vuoi dormire?’ Non fare lo stronzo Hollister.

‘Sì, oggi è stata una giornata intensa.’

‘Vuoi che venga a darti la buonanotte?’ Ok, sto facendo lo stronzo.

‘Chi ti dice che non ci sia già qualcuno che me la dà.’ Qui, cara dottoressa, ci starebbe una battutaccia che ti risparmio. Ma se davvero hai qualcuno è di una noia mortale.

‘Allora è qualcuno poco interessante visto che parli con me.’

Parli è un parolone, diciamo che stiamo comunicando.’ Precisa la ragazza.

‘Comunichiamo in modo più diretto allora.’ Sto provocando molto, lo so.

‘A che gioco vuoi giocare? E perché dovresti essere proprio tu il mio preferito?’  Apperò la dottoressa, sa ribattere. Ora ti aggiusto io. Azz, Tommy, no, ora non ti posso rispondere. Mi devo concentrare sulla risposta giusta. La cosa migliore è la verità.

Perché oggi in aula non riuscivo a toglierti gli occhi di dosso. Ero ipnotizzato. Vale la pena rischiare per una ragazza come te, hai un cervello eccezionalmente stimolante ed un corpo magnifico.’

‘Sei molto gentile, ma ti ricordo che sono lì per tenere dei seminari. Perciò è normale che io catturi la tua attenzione, altrimenti vorrebbe dire che la lezione è un disastro totale.’

‘Come ti ho detto, voglio dormire. Ti ringrazio per i complimenti, ma adesso buonanotte.’

Non faccio in tempo a risponderle che si scollega. Ok, mi sono fatto prendere un po’ troppo la mano ma mi è piaciuto tantissimo. Io volevo solo qualche messaggio per avere uno spunto, invece, è una donna fantastica.

*******

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“Niko allora? Sei ancora vivo?” La sua voce tradisce preoccupazione.

“No, sono una fava, Tommy, ecco cosa sono.”

“Ma no, vedrai che si aggiusterà tutto. Non ti preoccupare. Rossella caprà, adesso è solo ferita, dalle tempo.”

“Non hai visto la sua faccia. Dio era così, sofferente. Non sembrava arrabbiata, ma addolorata. Delusa, ecco sì, delusa è la parola giusta. Avrei preferito una coltellata che avere davanti quegli occhi. Accidenti a Lorenzo.” Sono rabbioso. Con Lorenzo, la sua amica, ma soprattutto, con me stesso per aver perso il controllo ed aver perso Rossella.

“Fare così non ti aiuterà.”

“Hai ragione, ma io con lei ci sto bene. E sono stato un imbecille. Te l’avevo detto che non volevo andare in quel cazzo di locale. Accidenti a me!”

“Sì, ma vedrai che appena si sarà calmata potrete chiarirvi.”

“Devo parlarle. Devo rivederla Tommy.” Il tono è più disperato di quanto volessi.

“Boia, così male ti è presa?”

“Sono stupito anch’io. Non mi aspettavo un coinvolgimento così, ma lei è davvero speciale. Mi piace tantissimo. C’è attrazione fisica e mentale. È bella, intelligente e per niente noiosa.”

“Amico, ce la faremo anche stavolta. Adesso, però, calmati. Fatti una doccia, freddissima, ci vediamo più tardi. E per favore, non la chiamare, non la seguire, fatti i cazzi tuoi, passo da te dopo.”

Ha ragione il mio amico, devo calmarmi e non la devo cercare. Ho ancora stampata in testa la sua faccia fuori dalla trattoria. Quel tipo nerboruto che le si è avvicinato e l’ha fatta ridere. Chi cazzo era quel tizio?

E a ruota la figura di merda con Chris. Lui e David stanno insieme. Ma per quale maledetto motivo non me ne sono accorto? Sono così stupido e superficiale da non accorgermi di quello che mi accade intorno?

Il getto dell’acqua mi batte forte sulle spalle e sulla testa. Ho messo della musica in sottofondo per non pensare, ma la chitarra degli ACDC mi graffia l’anima.

Chiudo tutto e mi avvolgo in un asciugamano. Squilla il telefono. Rossella sei tu?

Mio fratello Lukas.

Devo rispondere.

“Ciao bro.”

“Anche meno entusiasmo Niko. Che succede?”

Lukas, più grande di me di cinque anni, ha sempre avuto la capacità di capire ed apparire quando sto male. Quando era qui in Italia, arrivava sempre al momento giusto, adesso che è in Svezia appena ha il sentore che ci sia qualcosa di storto chiama. Come adesso.

“Sto di merda Luk, ho fatto una cazzata e non mi ripiglio.”

“È per quella ragazza Niko?”

“Sì.” Mormoro.

“Dimmi tutto fratellino.”

“Sono uscito coi miei amici, una serata maschia, tranquilla. Abbiamo bevuto troppo e siamo infilati in un locale con la musica dal vivo. Io non ci volevo andare, era una serata tra di noi, eravamo troppo alticci e troppo euforici. Insomma, sono arrivate delle tipe, amiche di amici e la situazione è degenerata.”

“Cosa vuol dire degenerata Niko?”

“Una ragazza mi si è strusciata addosso per un bel po’, ubriaco io, stronza lei e le sue amiche, alla fine mi ha infilato la lingua in bocca. E Rossella ha visto le foto. Luk sono così incazzato con me stesso che mi prenderei a schiaffi.”

“Niko, le punizioni corporali non servono, lo sai. È vero hai fatto una stupidaggine, ma vedrai che parlando risolverete.”

“Non lo so Luk. Poi ho fatto anche una figura di merda con Chris. Te lo sapevi che è gay?”

“Certo che lo sapevo.”

“Ecco io no! Sono proprio un idiota!”

“Ora basta, calmati. Vedrai che domani ti sembrerà tutto meno tragico. Chris, non si offende e tu recupererai con la tua ragazza.”

“Menomale ci sei te fratellone!”

“Poi ci vediamo. Ma stai tranquillo.”

E riattacca. Vorrei un briciolo del suo ottimismo. Non gli ho neanche detto del tipo di stasera.

Cazzo Rossella scusa.

Lancio con rabbia il mio telefono. Che per tutta risposta si illumina e suona.

‘Non ho cambiato idea, penso sempre che tu ti sia comportato come un idiota.’

‘Ma voglio sapere come stai.’

‘Perché io non sono merda come te.’

‘Scusa.’

‘Volevo dire che anche se mi hai fatto malissimo, non ci godo a sapere che stai male anche te.’

‘Nel poco tempo passato insieme non ho fatto in tempo a spiegarti come funziona il karma.’

‘E, sì, il karma non perdona. È un sadico, spietato assassino.’

‘Sicché, ragazzo mio, sei nella merda.’

ED INFINE

“Sei silenzioso.” Lukas si avvicina con calma.

“Stavo osservando il parco.” Non è del tutto vero, avevo lo sguardo perso nel nulla ed il pensiero a Firenze.

“E a cosa pensavi? O a chi pensavi?” Beccato!

“Pensavo a me e Rossella. Non so, Luk, io ci credevo sai? Cioè, ero consapevole che ci fosse da lavorarci su, ma, porca miseria se era bello! Perché le cose belle finiscono?”

“Niko, le cose belle e le cose brutte convivono. Non esiste felicità senza tristezza, divertimento senza noia. E il bello senza il brutto. Ma il punto è un altro, sei davvero sicuro che fosse tutto così perfetto?”

“No, non lo era, ma io mi sentivo perfetto con lei. Cioè, sapevo che c’era qualche tassello da rimettere a posto ma ero convinto che l’avremmo sistemato insieme.” Mi sale la tristezza, mentre mio fratello è il ritratto della tranquillità.

“Hai mia pensato che quel tassello lo devi aggiustare da solo?”

“No.” No davvero.

“Ecco allora pensaci. Perché se c’è una cosa di cui sono assolutamente sicuro è che per stare con una persona bisogna essere interi, non a pezzetti. Quindi prima diventi intero, prima troverai la tua partner.”

“Hai ragione Luk, non avevo mai visto la cosa da questo punto di vista. Grazie fratellone!” E lo abbraccio, anzi, mi aggrappo a lui come una vite americana.

Ma è vero, voglio essere tutto intero quando tornerò a Firenze e la rivedrò.

Non so come andrà, ma ci voglio provare.

E tu, ragazza mia, ci pensi mai a noi?

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