Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo…
Tra meno di una settimana, precisamente sabato 25 settembre prenderà il via il campionato italiano di rugby maschile, il Peroni Top10. E siccome tra le tante cose strane del rugby c’è pure il campionato, ho deciso di presentarvelo.
Allora il massimo campionato italiano si chiama Top10, dove 10 sono le squadre che vi partecipano. L’ultima a fine stagione retrocede nel campionato cadetto chiamato SerieA.
Dieci squadre, dieci allenatori, coach, dieci capitani. Ci sono anche i vice ma non complichiamoci troppo la vita.
Iniziamo dai campioni d’Italia della Rugby Rovigo Delta, detti i bersaglieri, 13 titoli nazionali, dalla livrea rossoblù. Nuovo allenatore il sudafricano Allister Coetzee, ex CT della nazionale verdeoro alla sua prima esperienza italiana. Tutto da scoprire. Capitano Matteo Ferro, coriacea seconda linea, punto fermo della mischia bersagliera è il classico rugbista, alto, orecchie a cavolfiore, di poche parole ma concreto. Non vi fate suggestionare dal campo, il Battaglini detto “Il Tempio”, sono tutti estremamente gentili ed accoglienti e fanno ottimi spritz. Ecco le condomine alcolizzate. Scusate le chiudo.
Restiamo in Veneto e troviamo gli altri finalisti della passata stagione, nonché gli antagonisti di sempre di Rovigo, ovvero il Petrarca Padova, 13 titoli anche per loro, dalla livrea tutta nera. Le due città distano tra loro una mezz’ora di auto circa e, da che la palla ovale viene calciata, si menano come fabbri, passano così dall’erba del campo ovale, alla sabbia del calcio in costume. Scusate mi sono scappate un’altra volta. Dicevo, il Petrarca sono tutti neri e tutti seri, ma hanno anche dei pregi, tipo la tifoseria che, nonostante il nome un po’ sinistro, Ombre Nere, in realtà è composta da persone bellissime che si prendono cura d tutti con ottime torte e del buon prosecco. E si continua a bere. Confermati coach e capitano per i quali ci giochiamo la combo Andrea&Andrea Andrea Marcato e Andrea Trotta altra seconda linea, altra certezza.

Finiamo con le squadre venete parlando del Mogliano. Questa squadra è la foto dei suoi coach Salvo Costanzo, catanese classe 1982, ex pilone destro di Benetton e Calvisano. Esperienza nazionale ed internazionale sia come giocatore che come allenatore ma, soprattutto, una risata troppo contagiosa. Ad affiancarlo Stefan Basson, secondo allenatore de I Medicei, nonché il primo rugbista che abbia intervistato, per sfortuna sua. Purtroppo per ma, per fortuna per lui, non conosco ancora il capitano di quest’anno.
Usciamo dal Veneto e andiamo in Lombardia, precisamente a Calvisano dove troviamo sempre coach Gianluca Guidi, toscanaccio, ancora in panchina a guidare la compagine giallonera capitanata da Gabriele Moro Morelli, tallonatore/pilone cresciuto nel vivaio giallonero, da loro ci sono stata una volta sola ma ci sono stata molto bene. Calvisano ha un solo difetto, è lontano.

L’altra squadra lombarda, sempre giallonera è il Viadana, club che ha festeggiato il mezzo secolo di vita nella scorsa stagione, anche loro un po’ lontani ma molto accoglienti e con una club house veramente carina. Situato poco dopo il confine emiliano, infatti io mi dimentico una volta su due che sta in Lombardia, ma quello è il tuo lato biondo. Scusate chiudo le condomine parrucchiere. Dicevo, i mantovani nella passata stagione ci hanno regalato un po’ di rugby champagne, quest’anno si sono rinnovati ma io sono molto fiduciosa. Solito allenatore German Fernandez, nuovo capitano Juan Wagenpfel, terza linea dinamica.
Passiamo il confine e arriviamo in Emilia-Romagna, precisamente a Piacenza dove ci accolgono i Lyons, dalla livrea bianconera. Il simpatico XV, agli ordini di Gonzalo Garcia, classe 1984, ex tre quarti della nostra nazionale, di Treviso e di Parma (per citarne giusto un paio) e capitanato da Lorenzo Bruno, romano, classe 1994, trequarti ala, finalmente un capitano non di mischia, nella passata stagione si è tolto qualche soddisfazione. Tipo battere Rovigo in casa. Regalando partite esaltanti ai tifosi e accesissimi derby del cuore a me.

Andiamo dal Valorugby la simpatica ed ambiziosa squadra di Reggio Emilia, detti i diavoli, dalla livrea amaranto. Rispecchiano in tutto il loro istrionico e geniale presidente Enrico Grassi, il cui motto è “Tutto si può fermare, tranne la forza di un sogno” il personaggio più singolare, a tratti eccentrico, ma indubbiamente tenace e caparbio, del panorama ovale italiano. Coach Roberto Manghi, altro personaggio singolare, capitano Davide Farolini, il cecchino della piazzola.
E per finire in simpatia, salutiamo l’Emilia-Romagna con il club che più di tutti mi ha adottata, Colorno. Quest’anno nel club biancorosso è arrivato nientepopodimeno che coach Uberto Casellato reduce dalla vittoria dello scudetto, un bentornato che sa tanto di sfida. Coach Casellato è in gamba, sicuramente innovativo, ma tutte le volte che si agita da bordo campo io e le mie inquiline mentali non possiamo fare a meno di pensare alla Linea di Cavindoli. Chiusa parentesi nostalgia e andiamo avanti. Confermato il mitico Jacopo Sarto come capitano, altro ragazzo di mischia. Perché come si dice “Se sai uscire da una mischia, sai uscire da qualunque casino.”.

Arriviamo così alla coppia di squadre laziali.
Iniziamo col club biancoceleste, la Lazio di coach Alfredo De Angelis. Gruppo rinnovato e pronto ad una nuova stagione. Carlo Filippucci, dopo il suo addio al rugby giocato, si è inserito nello staff societario. Ma questo già lo sapevamo. Per il resto aspetto di vedere qualche partita per darvi altre delucidazioni. Anche qui non conosco il capitano, ma vi aggiornerò presto.
E chiudiamo con le Fiamme Oro, i poliziotti ovali dalle meravigliose maglie cremisi. Alla caserma Gelsomini, fresca di ristrutturazione al campo, è tornato il mio adorato Pasquale Presutti, quel sant’uomo che nei suoi anni fiorentini mi ha pazientemente spiegato molte cose del rugby, giocato e non. Capitano Simone Marinaro.

Questi i protagonisti ed ora le novità. innanzi tutto, la diretta su Raisport del venerdì sera alle 20,30. Ringraziamo Dazn che si è presa la B lasciando uno spazio libero che il buon direttore Auro Bulbarelli, mantovano ed amante del rugby, ha pensato di destinare alla palla ovale. Come nel Risiko, tiro i dadi, sposto i carrarmati e pianto la bandierina. Sì, ma occhio che non ci siano polli in giro sennò partono le bordate. Ma quelle son partite lo stesso perché se una cosa buona la FIR l’ha fatta trasmettendo una partita di venerdì sera, dall’altra ha smesso di trasmettere le singole partite del sabato sul proprio canale Youtube. Trasmissione che sarà in carico alle singole società. E qui ogni docente, anche scarso, di economia aziendale si è suicidato. Ma io dico, benedettissima Federazione, UNA cosa buona l’avevi, che era il mio vanto e gloria, cioè quella di trasmettere in chiaro tutte le partite del campionato in modo che la chiunque potesse vederle, e ora che fai? Chiudi i rubinetti? No Maria, io chiedo l’aiuto del pubblico, di Odino e di tutto il Valallah.
Vabbè, ma chest’è come dicono a Napoli, piglia e porta a casa, come dicono a Firenze. Novità anche in termini di punteggio e cartellini ma, sono talmente depressa per questa che ve le racconterò la prossima volta quando parlerò anche del fatto che se si vuole essere attrattivi, si devono rompere le catene che ci legano alla retorica polverosa, e anacronistica e castrano ogni possibile evoluzione e non rompere i cabbasisi ai poveri club che già non navigano nell’oro.
Io resto comunque fiduciosa, attendo con trepidazione il fischio di inizio del campionato, non so come fare a seguirlo, ma un modo lo troverò, vedo già le mie inquiline mentali alle prese con parabole iperboliche che secondo me prendono anche Capodistria.
Stay tuned, come dicono quelli bravi, restate sintonizzati, dico io, ci divertiremo comunque.
“Il rugby è una buona occasione per tenere trenta energumeni lontano dal centro città.” [Oscar Wilde]
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Cos’è un condominio mentale? Un gran casino. Tutti noi sappiamo cosa sia un condominio, ma cosa succede quando una moltitudine di personalità occupa abusivamente la tua mente?


